MESSINA ROBERTO - FRATELLANZA BIANCA UNIVERSALE Nato a Palermo il 7/5/57. Si è laureato nel 1982 in Architettura e poco dopo ha contribuito alla fondazione di una comunità yoga la cui abitazione si trovava fuori Palermo, ma che gestiva un centro con varie attività in città. Ha vissuto per sei anni in quella comunità e ha approfondito lo studio dello yoga frequentando il corso per istruttore all'Ananda Ashram di Swami Gitananda a Pondicerry. Nell'87 ha cominciato a frequentare i centri della Fratellanza Bianca del Maestro Onraam Mikhael Aivanhov in Italia e all'estero. Nell'88 ha cominciato ad insegnare disegno e storia dell'arte nella scuole statali. Ogni estate trascorre la sue vacanze al Bonfin centro fraterno in Francia, luogo in cui il Maestro Onraam ha vissuto parecchi anni. Nel tempo libero si occupa di traduzioni di testi del Maestro.
COSA NE PENSA DELLAMORE?
Penso che sia la realtà al di là dellapparenza.
PER LEI E POSSIBILE EVOLVERSI SENZA?
E assolutamente impossibile, perché non è neanche possibile esistere senza.
PER LEI E POSSIBILE ESSERE SANI SENZA?
Larmonia, e quindi la salute, sono attributi dellamore puro.
PER LEI COSA SIGNIFICA, LUOMO VERSO IL 3° MILLENNIO?
La possibilità di un passo avanti nellevoluzione verso luniversalità.
CHE COSA NE PENSA DELLA, SPIRITUALITÀ OGGI?
Dovrebbe riflettersi nella qualità del comportamento.
LA SUA OPINIONE SULLA MEDICINA E SCIENZE OLISTICHE?
La scienza più vera è quella dellunità.
Relazione: Per un' amore superiore.
Le due nature, il prisma, l'innesto,
Cari amici,
Vorrei parlarvi dell'amore, si, ancora qualche parola su questo argomento che, nonostante sia il più discusso, non si esaurisce mai, non stanca mai. D'altra parte, il vero amore, non è forse come la vita? Scorre come un fiume e l'acqua del fiume è sempre diversa, sempre nuova.
Parliamo quindi ancora dell'amore, sarà sempre qualcosa di nuovo. Sappiamo tutti bene, perchè lo abbiamo letto sui libri o perchè abbiamo l'esperienza diretta, che esistono due tipi d'amore: quello che chiede e quello che dà, quello egoista che vuol possedere e accumulare e quello che desidera donare, che vuole il bene del prossimo. Sia l'uno che l'altro, a secondo delle circostanze, vengono apprezzati nelle società d'oggi, che non eccelle per il discernimento. Ma anche in noi stessi, nel nostro mondo interiore, se ben guardiamo, diventa importante a volte uno a volte l'altro; può accadere che si alternino nel tempo per il medesimo oggetto d'amore, oppure siamo capaci di un amore diverso a secondo di quale sia la persona o la cosa da amare, a volte sono presenti entrambi e diventa difficile capire di quale amore si stia amando.
E poi all'interno di queste due categorie, quante sfumature esistono! Quanti gradi diversi ha l'amore! Se cercassimo di comprendere di più soffermandoci su tutte le differenti manifestazioni dell'amore non basterebbe una vita, cerchiamo allora di fare chiarezza sul soggetto che sente, che prova l'amore, cioè l'essere umano. Occupiamoci quindi adesso della struttura dell'essere umano, comprendendo in essa, ovviamente, il corpo e la psiche.
Lo schema che vi presento adesso ha origini molto antiche e spiega in maniera perfetta il comportamento umano e il significato della sua evoluzione.
Le due nature. L'essere umano è un'unità formata da varie componenti in relazione tra loro. Le tre attività che caratterizzano l'essere umano sono: il pensiero, il sentimento e l'azione. Questi tre fattori hanno degli strumenti che usano per manifestarsi: il pensiero ha per strumento l'intelletto, il sentimento ha per strumento il cuore (inteso come centro emanatore di sentimenti), e l'azione ha per strumento il corpo fisico. Il corpo fisico è fatto di ciò che chiamiamo materia, ma anche il cuore e l'intelletto sono gli strumenti materiali, solo che la loro materia è più sottile di quella del corpo fisico. Nella tradizione spirituale orientale il veicolo del sentimento è chiamato corpo astrale e quello dell'intelletto corpo mentale. Questa trinità: corpo fisico, corpo astrale, corpo mentale, costituisce la natura umana imperfetta che possiamo chiamare lo interiore. Ma queste tre facoltà: pensiero, sentimento e azione, si trovano in noi anche a un livello superiore. In questo altro livello i loro veicoli sono: il corpo causale, il corpo buddico e il corpo atmico. Quest'altra trinità forma quello che possiamo chiamare l'io superiore. Il nostro io inferiore è solo un riflesso del nostro io superiore. L'io inferiore pensa, prova sentimenti e agisce da egoista, percepisce sé stesso separato da tutto ciò che è al di fuori di lui, contiene in sé istinti e le pulsioni ancestrali. Al contrario, l'io superiore è saggio, prova amore disinteressato, e agisce in armonia con tutto l'universo. L'io superiore vive non solo il genere umano ma tutto il cosmo come un'unità. Per questo pensa, desidera e agisce per il vantaggio di questa unità. E' quel qualcosa che sentiamo esultare dentro quando abbracciamo un ideale veramente elevato. Entrambe le nature formano l'essere umano. Ma di esse quanto siamo coscienti? Quanto e cosa di esse si proietta sullo schermo, perchè così possiamo intraprendere un lavoro di armonizzazione del nostro essere. L'armonia è uno stato in cui tutte le componenti dell'essere umano si trovano nel corretto rapporto reciproco. Il prisma.
Per intenderci sul termine armonia e in cosa possa consistere il processo di armonizzazione dell'essere umano, possiamo fare un esempio: esiste il fenomeno fisico della scomposizione, per mezzo di un cristallo, della luce solare nei sette colori che la compongono. Per ottenere una scomposizione corretta è necessario che il cristallo abbia una forma determinata, sia cioè un prisma triangolare e le sue facce triangolari devono essere triangoli equilateri. Se i triangoli non sono equilateri la scomposizione risulta alterata, disequilibrata. possiamo trasporre tutto ciò in campo psichico in questo modo: l'energia psichica che viene donata a un essere umano è scomposta da un prisma interiore in pensieri sentimenti e azioni. La qualità di questi, la loro armoniosità, dipende dai lati del triangolo. Se è equilatero oppure no. Da cosa è formato il triangolo interiore? Dall'intelletto, dal cuore e dalla volontà. Dal loro equilibrato sviluppo consegue che l'energia psichica si trasformi in tutte le virtù, come la luce bianca si trasforma nei colori dell'iride. Così chi ha il lato volontà più sviluppato, si accontenterà di realizzare i progetti degli altri. Chi ha il lato intelletto e il lato cuore più sviluppati del lato volontà, rifletterà e analizzerà molto, sarà molto sensibile, ma quando si tratterà d'agire aspetterà che siano gli altri a farlo a posto suo. Quando invece intelletto e volontà sono più sviluppati che il cuore, allora la persona è intelligente, attiva, energica, ma egoista, dura, senza amore nè pietà. Invece se il cuore e la volontà sono più sviluppati dell'intelletto, la persona è buona e generosa, desidera sempre sacrificarsi per gli altri, ma a volte commette delle sciocchezze, e si lascia ingannare. E così via per tutte le altre combinazioni possibili. Quando non si è in armonia ci si ritrova pressappoco come nel caso della storiella in cui un'aquila, un gambero e una talpa dovevano trasportare un carico: l'aquila tirava verso l'alto la talpa verso il basso e il gambero all'indietro, quindi il carico non si spostava. Allora intelletto, cuore e volontà devono essere sviluppati in modo uguale .... ma non solo. L'innesto. Nella loro manifestazione inferiore intelletto, cuore e volontà formano un io, che abbiamo chiamato appunto io inferiore; è l'io egoista che contiene gli istinti e le pulsioni ancestrali. Ora, condizione essenziale per l'instaurarsi dell'armonia è che l'io superiore abbia il dominio dell'io inferiore. Non deve annientarlo, distruggerlo, no, sarebbe controproducente anzi sarebbe come tagliare le radici a un albero o chiudere per sempre la dispensa di una casa, sarebbe fatale. Deve solo avere il controllo, avere a sua disposizione, al suo servizio la natura inferiore con tutte le sue potenti energie primordiali. Un esempio servirà a chiarire il concetto. Avrete certamente visto un pero selvatico. Sono piante tenaci, resistenti e vigorose. Purtroppo però i frutti sono immangiabili. Ma se prendete un ramoscello da un albero di pere della migliore qualità, potete fare un innesto. La linfa del pero selvatico nutrirà il nuovo ramo che, a suo tempo, darà frutti deliziosi e abbondanti. Esattamente la stessa operazione possiamo farla nella nostra psiche. Vi sono alberi selvatici nella nostra natura inferiore, che danno frutti orribili, a volte addirittura velenosi! Fanno male a noi stessi e tantissimo male agli altri; sono i nostri pensieri, sentimenti e azioni cattive. Ma se facciamo degli innesti allora tutta la vitalità della nostra natura inferiore servirebbe a produrre frutti deliziosi: sentimenti pensieri, azioni pieni di amore e di saggezza. La vitalità della natura inferiore sarebbe canalizzata verso la natura superiore che sarebbe così feconda di frutti. Quindi per esempio, l'energia impegnata in attività intellettuali egoiste, come escogitare furbizie e tranelli, può essere innestata con un uso dell'intelletto di tipo superiore, per esempio per illuminare il proprio cammino nella vita e per rischiarare anche il cammino degli altri. L'energia dispersa in un amore sensuale può essere incanalata verso un amore più elevato, più spirituale, dove prevale il desiderio del bene dell'altro dove si prova il desiderio del sacrificio per l'evoluzione dell'altro. Persino un'esplosione di collera può essere imbrigliata e diventare un ottimo propellente per delle azioni straordinarie. L'energia che ci viene data può quindi, invece che nutrire vizi e debolezze, nutrire le più grandi virtù. Allora qualunque sia la direzione che le nostre energie hanno in questo momento, possiamo sempre fare qualcosa, possiamo sempre cominciare a canalizzare, cominciare a dirigere verso i giardini della nostra natura superiore ogni impulso della natura inferiore. I giardini della natura superiore sono meravigliosi, pieni di colori e profumi. Sono il regno dell'eterna primavera, sono il regno del vero amore, dell'amore disinteressato, dell'amore divino, Ma occorre trovare dei buoni innesti. Solo un ideale veramente elevato può darceli. Occorre abbracciare un alto ideale perchè tutto in noi, anche impercettibilmente, anche se gli altri non se accorgono, cominci a trovare il suo posto. Perchè in noi tutto cominci a purificarsi a ordinarsi, a equilibrarsi fino a vibrare di un armonia superiore. E' un cammino lungo quello del perfezionamento, lungo e difficile, ma sentire che l'amore, che sgorga da noi diventa sempre più puro, più disinteressato, non è forse la cosa che dà la maggiore soddisfazione? La più grande felicità? Poter notare questo è già un segnale, vuol dire che siamo già più vicini alla Sorgente.