GIORGINI ARCH. LINO nato a Montignoso (MS) il 14/03/64. Laureato in architettura presso l'Università degli studi di Firenze. Durante il corso di laurea ha seguito la specializzazione in Urbanistica. E' stato componente della Commissione Edilizia del Comune di Montignoso. Nel 1994 ha conseguito la specializzazione in Architettura Bioecologica seguendo il corso annuale svolto dall'A.N.A.B. (Associazione Nazionale Architettura Bioecologica) - derivato direttamente dal corso dell'Institut fur Baubiologie und Okologie di Neubeurn - presso le sede di Firenze e Roma. Ricopre la carica di Presidente della Commissione Assetto del Territorio, Lavori Pubblici, Ambiente, Viabilità e Trasporti della Provincia di Massa Carrara. L'obbiettivo è la definizione di una metodologia per una pianificazione che sappia recepire le esperienze acquisite nelle ricerche Bio e sia capace di integrarle per una progettazione territoriale sensibile al valore vita attraverso una corretta coniugazione funzione-sito. La speranza è quella di poter giungere ad una sensibilizzazione sulla necessità di riorganizzare l'ambiente antrofizzato in funzione di due parametri fondamentali, quali : La qualità della vita e l'oculato uso delle risorse.

Relazione:

Operare in bioedilizia significa una scelta di rispetto verso l'intero ecosistema, in una forma globale dove la qualificazione dell'Ambiente, in termini di costruito, potrà svilupparsi compiutamente attraverso la pianificazione territoriale bioecologica. Si pone, tanto quanto nell'attività di progettazione edilizia bioecologica, una scelta di etica ed integrità nella progettazione urbanistica, che comprendendo le nozioni tecniche relative ad una pianificazione territoriale attenta all'ambiente, scaturisca da una interiore consapevolezza ecologica degli urbanisti chiamati a disegnare le scelte per il territorio dei primi anni del futuro millennio. La partita, tecnico-economica, potrà essere giocata sulla redazione, da parte di tecnici specializzati in pianificazione territoriale ecocompatibile, di strumenti urbanistici comprensivi di particolari mappature del territorio elettro-elio-geo-biologiche, e con regolamenti edilizi che completino l'elencazione di materiali e tecnologie bioecologici utilizzabili, in presenza dei quali (tanto in sede di progetto presentato, che a fine lavori), sia possibile concedere un abbattimento degli oneri dovuti all'amministrazione comunale, ed incentivare lo sviluppo della bioedilizia. Il mutamento è già in atto, ne sono testimoni amministratori locali che sostengono fermamente che l'esempio del settore pubblico sarà determinante per una qualità dell'abitare sano in maniera globale.

Il termine bioedilizia, mutato dal tedesco baubiologie, ci rammenta, ormai abbastanza frequentemente, l'utilizzo di materiali e tecnologie sani per il costruito per abitare e per attività produttive. Finora in Italia, a parte sporadiche esperienze, bioedilizia ha significato, grazie alla caparbietà di singole entità (committenti, tecnici, associazioni di architettura bioecologica), quasi esclusivamente singole costruzioni e/o ristrutturazioni, realizzate secondo criteri bioecologici. Operare secondo i principi della bioedilizia significa una scelta di rispetto verso l'intero ecosistema, in una forma globale dove la qualificazione dell'Ambiente, in termini di costruito, potrà svilupparsi compiutamente attraverso una pianificazione territoriale bioecologica. In Toscana, una delle Regioni più avanzate nella proposizione di modelli di sviluppo ecocompatibili, la nuova normativa regionale di riforma dell'urbanistica (L.R.n°5/95), punta decisamente verso una pianificazione territoriale attenta ai concetti di sostenibilità ambientale. La recente normativa urbanistica consente alle Province di indicare e coordinare gli obiettivi da perseguire nel governo del territorio e le conseguenti azioni di trasformazione e tutela che, alla luce degli studi e delle ricerche condotti nel settore della bioedilizia, sono state così proposte dalla Commissione Ambiente e Assetto del Territorio della Provincia di Massa Carrara alle Amministrazioni Comunali:

-rimozione dagli strumenti urbanistici gli ostacoli tecnici e normativi che impediscono un più efficace ricorso a principi bioecologici; -riscoperta, nell'espressione del "genius loci" edilizio, di stimoli ed idee per un più appropriato impiego dei materiali e dell'energia nelle nuove costruzioni e/o nelle ricostrutturazioni.

L'obiettivo è la definizione di una metodologia per una pianificazione territoriale sensibile al valore vita attraverso una corretta coniugazione funzione-sito. E' importante pervenire ad una sensibilizzazione relativa alla riqualificazione dell'ambiente antropizzato in funzione di due parametri fondamentali: qualità della vita e oculato uso delle risorse. Scelta del sito e della funzione idonea sono le variabili principali che permettono di definire le reale compatibilità dell'intervento antropico sull'intero territorio, sia si tratti di un'area con valenze naturalistiche, sia di un'area urbanizzata. L'esperienza di diverse riunioni effettuate dalla Commissione Ambiente e Assetto del Territorio della Provincia di Massa Carrara con gli amministratori locali ha permesso di verificare un mutamento della realtà relativa alla formazione dei piani: la sempre maggiore consapevolezza collettiva sta permettendo scatti qualitativi che lentamente, ma inesorabilmente, indirizzano gli amministratori-da scelte urbanistiche per la "spartizione del territorio", derivate dalla politica del consenso attuata negli ultimi decenni - verso scelte attente al rispetto del territorio e dei suoi abitanti. Si pone qui, tanto quanto nell'attività di progettazione edilizia bioecologica, una scelta di etica ed integrità nella progettazione urbanistica, che comprendendo le nozioni tecniche relative ad una pianificazione territoriale attente all'ambiente, scaturita da una interiore consapevolezza ecologica degli urbanisti chiamati a disegnare le scelte per il territorio dei primi anni del futuro millennio. In questi termini la Commissione sopracitata ha proposto e sta proponendo alle Amministrazioni Comunali linee di lavoro per l'adeguamento degli strumenti urbanistici, considerando diversi livelli di specificità: urbanistico ecocompatibile, edilizio, tecnico normativofiscale informativo-gestionale. Mentre il dettaglio di ognuno di questi livelli potrà essere oggetto di approfondimento in successivi interventi riguardanti la pianificazione territoriale ecocompatibile, riteniamo utile portare l'attenzione sulla sintesi di un aspetto apparentemente poco significativo, ma di notevole riscontro generale proprio perchè influenzerà positivamente lo sviluppo della bioedilizia nei prossimi anni: il livello delle imposizioni fiscali comunali in presenza di opere edili con materiali e tecnologie bioecologici. Diversi amministratori locali hanno compreso da tempo l'inutilità della corsa selvaggia a nuove edificazioni, in presenza di costruito esistente (ristrutturabile in maniera bioecologica senza produrre effetti "rigetto" derivati dall'utilizzo di materiali e tecnologie a forte sintesi chimica). La partita, tecnico-economica, potrà essere giocata sulla redazione, da parte di tecnici specializzati in pianificazione territoriale ecocompatibile, di strumenti urbanistici comprensivi di particolari mappature del territorio elettro-elio-geo-biologiche, e con regolamenti edilizi che contemplino l'elencazione di materiali e tecnologie bioecologici utilizzabili, in presenza dei quali (tanto in sede di progetto presentato, che a fine lavori), sia possibile concedere un abbattimento degli oneri dovuti all'amministrazione comunale, ed incentivare lo sviluppo della bioedilizia. Il mutamento è già in atto, ne sono testimoni amministratori locali che sostengono fermamente che l'esempio del settore pubblico sarà determinante per una qualità dell'abitare sano in maniera globale.