A te le orecchiette, a me i garganelli …

Ritorno al passato, ai tempi più belli:

un solo piatto, ma due le forchette,

a te i garganelli, a me le orecchiette:

 

Ancora ragazzo, mediocre studente,

poche palanche, a volte anche niente,

andavo a mangiare con l'anima mia

in un locale … tipo osteria.

 

Una sola porzione: - "Cameriere, abbondante!" -

-         "tranquilli, ragazzi, robusta e fumante!" -

In due si mangiava un piattone di pasta,

pomodoro, formaggio, un po' d'olio e poi basta.

 

Ma solo a riavere la giusta compagna,

quel piatto nel mezzo diventa cuccagna

si mangia, si ride, si scorda la fretta:

a te il garganello, a me l'orecchietta.

 

Tornare ragazzi … davvero, che bello:

a te l'orecchietta, a me il garganello;

e soprattutto, una bella innaffiata

di acqua che frizza e molto ghiacciata.

 

La macedonia di frutta, non c'entra un bel niente:

ci riporta per terra il corpo e la mente!

Prendiamo il caffè, che l'ora è già tarda,

paghiamo sto' conto e torniamo in <mansarda>.

 

Rimane il profumo, un effluvio d'essenze:

a te le "trasferte", a me le "presenze";

ti guardo, ora sei l'impiegata solerte,

a te le presenze, a me  le trasferte!

 

 

EVO NUOVO di Maria Saglimbeni (poesia segnalata)

Vento freddo                          di magnolie profumato

Su campi di grano                  dalle spighe vuote,

sopra grigio mar                     di vita svuotato,

impetuoso,                              covoni e onde percuote.

 

Poi, s'inoltra,                          fra strade deserte,

con auto soltanto                   al cielo aperte;

s'insinua ululante                   fra alti palazzi

ormai ischeletriti,                   dall' occhi pazzi.

 

Solo deserto,                          oltre il confine,

tanto silenzio                          a far accoglienza;

eppur                                     in 'si gran solitudine

s'ode                                      flebile, nota risonanza!

 

Vagito di bimbo                     poi, una risata …

Quindi una Ninna                   viene cantata!

Grembo di donna                   generosamente

Accoglie e dà la vita              nuovamente!

 

Vento freddo:                         le magnolie sento!

Nell'Anno Zero                      ancora sorvoli

Un Evo Nuovo                                   in matriarcal cimento:

ridare un'Anima                     ad Uomini … soli!

 

Oltre il denaro                                   e l'alto "Potere"

Nel <Cuor> di donna             giace il "Sapere",

per guidare ancora                 l'Umanità

con sentimento                                  alla Verità.      

 

                                   

 IL RITORNO di Sabrina Gaggelli  (poesia segnalata)

            A cosa tornare           Se non all'essenza primaria,

a quel sentire e vivere intensamente,

            a quel sublime gusto del vero.

 

A cosa tornare,

            se non alla voglia di amare,

di donare se stessi

            per il semplice gusto di farlo.

 

A cosa tornare

            Se non a te, che risvegliasti

L'emozione del gioco e della complicità.

 

A cosa tornare

            Se non a Dio, che trasse il dardo               Donandocila vita