“Così il più piccolo

Difende il grande”

Così diversi e così uguali, i due cervelli dell’uomo – spiega la professoressa Petruccioli in un documento per la Fondazione Ginevrina per l’Educazione e la Ricerca Medica – da condividere non solo il mediatore chimica della serotonina, ma altri elementi: “Primo fra tutti il possibile uso dell’aggettivo “irritabile”, con cui normalmente viene definito un disturbo comportamentale, attribuito invece a una sindrome intestinale che sembra colpire il 30% degli italiani e la cui causa si fa spesso risalire a un’incapacità dell’encefalo di reagire adeguatamente a situazioni stressanti”. Fino alla cosiddetta sindrome dell’abbuffata, che colpirebbe oltre il 3% degli adulti: “Determinata da un’incapacità dell’animo di accettarsi quale è, trova bersaglio nell’intestino poiché il senso di inutilità spinge a riempire il vuoto abbuffandosi di cibo”. Sembra quasi – spiega sempre la professoressa Petruccioli – che il “primo cervello” resosi conto dell’indipendenza del “secondo”, riversi su di esso i suoi problemi, mentre il “secondo”, molto più generoso, si stia dimostrando in grado di aiutare il “primo”. Il piccolo difende il grande.

Grande cervello e piccolo cervello sono in comunicazione continua: “E’ noto ormai – sottolinea la professoressa – che un’alimentazione che comprende cereali, pesce e verdura possa fornire un aiuto essenziale nella cura degli stati depressivi: la presenza di acidi grassi polinsaturi nel pesce, infatti, è in grado di aumentare il livello di serotonina misurato nel liquido cerebrospinale, mentre le vitamine C ed E sembrano diminuire il declino cognitivo, forse perché sono capaci di mantenere alto il livello di omocisteinia nel sangue”. Questo secondo cervello – rivelano le ultime scoperte – è molto esteso e si trova in vari strati di tessuti che circondano l’esofago, lo stomaco e tutto l’intestino: si tratta di un complesso sistema nervoso, il sistema enterico, che unisce testa e pancia. Ma i segreti delle migliaia di fibre che connettono i due cervelli non sono ancora del tutto noti e rappresentano una delle nuove frontiere della ricerca medica.

Marco Accossato