Natura e potere delle gemme

Tratto da: Curarsi con le pietre preziose di: B. Bhattacharyya

Ed. Mediterranee

 

Le gemme sono note a tutti come “pietre preziose” e, in quanto tali, sono molto ricercate dalle persone ricche. Queste persone, infatti, considerano le gemme come una ricchezza concentrata e le trattano come tali. D’altra parte, nell’opinione dei saggi: “Ci sono solamente tre gemme al mondo, cioè l’acqua, il cibo e le parole dei saggi. Solamente gli sciocchi ritengono che dei frammenti di pietra siano gemme”.

Infatti, le gemme sono dei frammenti di pietre di diverse qualità e colore. Alcune sono costose, altre a buon mercato, alcune sono molto risplendenti, altre sono opache, alcune posseggono colori brillanti, altre non hanno colore, alcune sono benefiche, altre dannose, alcune sono attraenti, altre repellenti, alcune sono di un solo colore, mentre altre hanno colori variegati.

Alcune delle gemme più comuni e più conosciute sono: cristallo, occhio di gatto, granata, ametista, ematite, pietra di luna, smeraldo, agata, perla, rubino, sardonice o onice, opale, topazio, turchese, diamante, acquamarina, e molte altre, troppo numerose per essere ricordate.

Le gemme vengono usate dagli uomini da tempi immemorabili. Per la maggior parte le gemme vengono usate per aumentare la ricchezza e la longevità, per il potere e la notorietà e per scongiurare malattie e disastri. Si consigliava ai re dell’India antica di collezionare le gemme migliori per proteggersi contro le emergenze.

In astrologia, alle persone colpite dalla sfortuna si consigliano diversi tipi di gemme per neutralizzare l’effetto dei pianeti malefici. Persino i più antichi testi di astrologia, scritti in sanscrito, che risalgono ai tempi di Varaha Mihira (circa 400d.C.), fa osservazioni elaborate sull’origine e sul potere delle gemme. Anche ai nostri giorni, le persone avide indossano le gemme per aumentare la propria ricchezza, mentre le persone malate le indossano per ottenere un sollievo alle loro sofferenze. Ad ogni modo c’è un altro aspetto delle gemme, che non deve essere preso alla leggera. Molte gemme possono essere usate come medicine e, nei testi di Ayurveda, si descrivono metodi per usarle come farmaci. Ci sono procedimenti elaborati per bruciare le gemme e ridurle in cenere, prima di somministrarle ai pazienti, sofferenti per malattie semplici o serie.

Le gemme, prese dalla tomba di Tutankhamen, il grande faraone egizio, sono state la rovina di tutti coloro che avevano scoperto la tomba. Questa storia è nota e ci sono persone che sono indecise nell’attribuire la responsabilità delle disgrazie patite da Lord Carnavon e dai suoi uomini, alle gemme, oppure alla maledizione scolpita sulla tomba. Esistono tuttavia casi che mostrano il grande potere delle gemme, particolarmente in riferimento alla salute. Alcuni anni fa mi capitò un caso particolarmente significativo, che è utile ricordare, per meglio illustrare il potere nocivo posseduto da un semplice rubino. Gli amici consigliarono al sig. Joshi, un gioielliere di Bombay, di indossare un rubino, per aumentare i suoi affari. Questi amici non avevano una buona conoscenza delle leggi dell’astrologia, ma dettero tuttavia il loro consiglio privo d’esperienza, senza curarsi delle conseguenze. Il sig. Joshi scelse un potente rubino di un bel color porpora, pesante e molto brillante, lo incastonò in un anello d’oro e cominciò a portarlo. Era una pietra perfetta. Nei primi tre mesi non accadde nulla. Ma, alla fine di tale periodo, ebbe una febbre molto alta. Come al solito, i medici chiamati gli prescrissero delle pillole molto forti per ridurre la temperatura, ma subito dopo il paziente ebbe un collasso con un’abbondante traspirazione e poi perse coscienza e il suo polso divenne impercettibile. Dopo gli furono somministrati degli stimolanti, il sig. Joshi riprese coscienza, ma si accorse di avere la parte inferiore delle gambe paralizzate e di non potersi muovere. Allora incominciò una serie di trattamenti con stimolanti, tonici, raggi, cariche elettriche e shock, ma senza successo. Il sig. Joshi fu costretto a ritirarsi dagli affari e cominciò a pensare di essere arrivato alla fine della sua carriera. Per circa due anni, rimase paralizzato, chiaramente paraplegico, con una febbre costante. In tal modo divenne debole ed emaciato. A un certo punto decise di provare l’omeopatia. In quell’occasione, gli feci somministrare alcune medicine efficaci, per fargli tornare la febbre soppressa. La sua temperatura prese a salire diventando altissima. Man mano che la temperatura si alzava, gli arti paralizzati divenivano leggeri e liberi, uno dopo l’altro e, dopo circa una settimana, egli era in grado di sedersi e di muoversi lentamente nella stanza. Tuttavia,la febbre persisteva. Tutte le medicine per abbassargli la febbre furono inutili. Allora decisi di esaminarlo di nuovo attentamente. Solamente allora mi accorsi che il paziente aveva al dito un anello con un potente rubino. Allora chiesi che mi facessero vedere l’oroscopo del sig. Joshi. Secondo l’astrologia, il rubino può essere indossato solamente se l’oroscopo evidenzia un sole debole. L’oroscopo del sig. Joshi, invece, mostrava un sole potente, nell’undicesima casa, in Leone, con l’ascendente nella Bilancia. Quando l’oroscopo evidenzia un sole debole, di solito, non si può assorbire il colore cosmico rosso della natura. Pertanto, si indossa un rubino per assorbire il calore del sole dell’atmosfera. In questo caso invece, un sole in Leone, nella propria casa è forte, e poiché nell’undicesima casa la sua posizione è anche molto forte, il paziente non aveva alcun motivo di indossare un anello con un rubino. Chiesi dunque al paziente di levarsi l’anello e di non conservarlo nemmeno nella casa in cui abitava. Non gli detti alcuna medicina, per vedere se fosse da attribuire al rubino la causa di quella febbre costante. Fummo tutti stupiti nel constatare che la febbre che aveva affitto il sig. Joshi negli ultimi due anni, svanì nell’arco di ventiquattr’ore. Poiché il rubino non c’era più a fornire calore all’organismo, la vecchia febbre non era più alimentata e così scomparve. Nei dieci anni successivi, non ebbe più la febbre e divenne di salute così robusta che era difficile riconoscere in lui lo stesso vecchio sig. Joshi.

In un altro caso, un signore venne da me, con una serie di problemi. La cosa che più lo affliggeva era il fatto che egli lavorava da oltre sette anni in un ufficio e, nonostante tutti suoi sforzi più sinceri, non era stato capace di farsi benvolere dai suoi superiori, con il risultato che il suo posto era rimasto precario. Tenendo nella mia mano sinistra il dito pollice della sua mano destra, feci un’analisi con il pendolino magnetico per la radioestesia. Le indicazioni che ne trassi furono che egli aveva una mancanza di colore cosmico verde. Così, gli consigliai di indossare uno smeraldo, cosa che egli fece subito. Esattamente un mese dopo, mi riferì di aver finalmente ricevuto una lettera di assunzione permanente dai suoi datori di lavoro.

 

Questi due casi hanno lasciato su di me un’impressione indelebile delle grandi proprietà e del potere delle gemme, sia nel bene che nel male. Inoltre, questi esempi sottolineano la necessità che le gemme siano maneggiate con cura e precisione, affinché  il loro potere venga utilizzato per il ben dell’umanità. Per me è una grande gioia pensare che, grazie a questo libro sulla terapia con le pietre preziose, sia possibile finalmente imbrigliare una grande quantità di potere cosmico, per alleviare le sofferenze umane. Fin dai tempi antichi, gli uomini pensarono che le gemme avessero dei poteri misteriosi. Allo zaffiro, più che a ogni altra pietra, è stata attribuita la capacità di produrre tranquillità e concentrazione. Si ritiene che un anello di zaffiro possegga un grande potere morale. Nessuno che abbia una qualche conoscenza in materia, ardirebbe indossarlo in un luogo di dissipazione, perché, altrimenti, le persone che gli sono più care verrebbero a sapere del suo comportamento. Inoltre, lo zaffiro è ritenuto un simbolo di pietà e di bontà. Se questa pietra viene portata da una persona totalmente pura, d’intelligenza superiore, assicura protezione contro molte malattie e le farà notare i pericoli nascosti, soprattutto se il quadro astrale della persona e i suoi aspetti planetari sono in rapporto con questa gemma. Lo zaffiro spinge le persone verso la saggezza, la giustizia e l’amore. Salomone usava questa gemma nella comunione.

Si ritiene che i rubini diano, a chi li possiede, l’amore appassionato di tutti coloro dei quali desidera l’amore. A Durma è ritenuta una pietra sacra, perché si crede che il rubino sia un’anima umana che stia per entrare nei sacri recinti di Buddha e, di conseguenza, nell’ultima fase di trasformazione, prima di entrare nell’abbraccio eterno dell’Amore Divino. Nei vecchi tempi della cavalleria, si riteneva che il rubino conducesse il guerriero alla conquista, eliminando gli ostacoli dal suo cammino e ispirandogli coraggio e zelo. Questa pietra manteneva anche il suo onore senza macchia e il suo agire privo di biasimo. Si riteneva, inoltre, che il rubino accelerasse la circolazione del sangue, che aumentasse la volontà e donasse vivacità.

Le perle invece, erano ritenute un emblema di purezza e rappresentavano la virtù.

Gli smeraldi sono stati i simboli tipici dell’amore più puro e più alto e si è sempre ritenuto che dessero la capacità di scoprire i tradimenti e l’ingratitudine dei finti amici. Questa pietra rappresenta la crescita e l’avanzamento e promuove la costanza della mente ed una calda amicizia. Tra i romani, si riteneva che i serpenti divenissero ciechi guardando uno smeraldo e che, in presenza di questa pietra, tutto ciò che era disprezzato o detestato, venisse completamente sopraffatto. Si riteneva anche che donasse armonia nella casa e altre gioie domestiche.

Gli ebrei affermano che il diamante oscurasse la magnetite e, poiché era la gemma più potente di tutte, privasse anche ogni altra gemma delle sue virtù. Il diamante, quindi, era la pietra più potente per favorire un alto livello di concentrazione ed era ritenuta dalla scuola dei profeti, la migliore di tutte le gemme per promuovere l’estasi spirituale. Si supponeva che i diamanti fossero le lacrime degli Gnomi, che avevano perduto le persone più amate. Il diamante era l’emblema del sole e conteneva la magia di un fuoco invisibile. Il diamante rappresentava sia colui che dona la luce al suo proprietario, sia colui che lo getta nell’oscurità più profonda. Questa pietra era nota ai greci come la Santa Necessità, il Sole, il fuoco eterno ed il sesso maschile degli esseri viventi.

Il corallo veniva usato nei problemi relativi al cuore e ai polmoni, nonché nell’indigestione. Esso stimola la forza nervosa, dona brillantezza e felicità e si ritiene che agisca come un promotore della salute. Si riteneva che l’onice contenesse un demone imprigionato, il quale, nella sua rabbia si sfogasse su se stesso e che considerasse come i suoi peggiori nemici, tutti coloro che avessero una natura simile alla sua. Questo demone poteva uscire solamente a mezzanotte, seminando ovunque il terrore. Portare l’onice è causa di disturbi del sonno e di disturbi mentali.

Il topazio favorisce il riposo e il buon umore, una buona digestione, rafforza i nervi e migliora la salute. Nell’antichità si stimavano anche i poteri di altre pietre semi-preziose, come la magnetite, i cristalli, l’opale, l’agata, l’ametista, l’ambra, le granate etc..

 

La terapia con le pietre preziose diverrà ben presto una delle tante terapie d’uso corrente nel mondo e, pertanto deve esigere di essere collocata nel posto che le spetta, tra i sistemi di guarigione che oggi sono noti nel mondo.