Il Maestro degli Asini

 

Caro Maestro, perché non parli?.........

 

Il Maestro si era chiuso nel silenzio e da un po’ di tempo rifiutava di parlare, i discepoli non ne comprendevano il motivo. Alcuni offesi da tutto ciò se ne andarono, lasciarono la comune blaterando improperi verso il Maestro e…verso sé stessi. Si, verso sé stessi! Costoro si rimproveravano severamente per essere stati così sciocchi da farsi imbrogliare da un Maestro altezzoso e capriccioso al punto da ignorare la loro presenza.

Anche fra i discepoli più affezionati e devoti incominciava a girare voce che forse il Maestro era impazzito e che forse non meritava tutta la loro fiducia. Ma il Maestro restava pacifico nella sua posizione di silenzio e nella calma più totale, osservava, osservava ed osservava.

Vedeva quei poveri Ego esplodere, divenire paonazzi nel tentativo di reprimersi. Qualcuno arrivò persino a mettere del veleno nel cibo destinato al Maestro, ma siccome nulla avviene per caso….. quel giorno il Maestro digiunò e il cuoco servì la pietanza in tavola come sempre. Il boccone più avvelenato finì nel piatto di colui che ne era l’artefice, sarà un caso?... Il poveretto ignaro del digiuno del Maestro mangiò senza preoccuparsi, poco più tardi, fu preso da forti dolori di pancia e mentre urlava dal dolore apprese che quel giorno il Maestro aveva digiunato, a quel punto capì che il piatto avvelenato era finito proprio a lui. Per salvarsi la pelle fu costretto a denunciare il malfatto. Il Maestro intervenne e rompendo il silenzio si avvicinò a lui dicendo: “ Non preoccuparti per questa volta non morirai, sei un asino rumoroso e per ciò ho fatto in tempo a ridurre al minimo quello che avevi fatto, te la caverai con qualche dolore”.

Il discepolo piangendo ed implorando perdono si prostrò ai piedi del Maestro, il quale con fare sereno gli toccò la testa per alleviare le sue sofferenze.

Tutti gli altri discepoli erano sconvolti per l’accaduto e non riuscivano a darsi pace e tanto meno a perdonare il loro compagno….. uno di essi urlando disse: “ Maestro!  Lui non merita il tuo perdono e poi quel suo gesto poteva nuocere a tutti noi, ci potevamo ritrovare tutti avvelenati, vogliamo che se ne vada, non potremo più fidarci di lui! È proprio vero che il mondo è pieno di IDIOTI!”

Il Maestro: “Certo, il mondo è pieno di idioti che giudicano altri idioti! C’è da capire se, è più idiota chi giudica gli idioti, o chi lo è veramente….. vi consiglierei di meditarci sopra…. La risposta vi potrebbe sorprendere!”.

Nella comune c’era un gran trambusto, bisbigli e agitazione, il Maestro a quel punto prendendo per mano il suo potenziale avvelenatore disse: “Questa vicenda è una preziosa lezione che insegna molte cose; questo fratello che io tengo per mano ha avuto il ruolo del cattivo, ma ricordatevi che nessuno di voi è senza peccato, lui ha solamente messo insieme tutti i vostri pensieri e ricevendoli li ha fatti suoi. Nel periodo in cui sono stato in silenzio, chi di voi non ha pensato contro di me? Se qualcuno di voi non ha avuto pensieri di rabbia nei miei confronti alzi la mano, ma prima guardatevi bene dentro con onestà, non siate falsi o impulsivi”.

Nessuno alzò la mano e il Maestro proseguì dicendo: “ Vedete! Colui che agisce, non è sempre il solo colpevole, con questo non voglio negare le sue responsabilità. Ma vorrei che voi rifletteste su quanto è successo, il mio silenzio vi ha sconvolti, non avete saputo andare oltre le parole, questo significa che il vostro ego è sempre molto forte, significa che ancora vi rende ciechi, che siete ancora in suo potere, che avete bisogno di attenzioni speciali, perché l’ego ha bisogno di gonfiarsi sempre di più, non avete saputo sfruttare la situazione per stare in silenzio a vostra volta, l’ego vi ha fatto sentire stupidi, degli idioti e solo perché “colui che ritenete il vostro Maestro non aveva voglia di parlare!” Solamente per quello ….. forse pensate che un Maestro sia un pappagallo ammaestrato che ogni giorno a quell’ora deve parlare, ma io non sono un pappagallo sono un ASINO! E da oggi sarò sempre più ASINO e se vorrete rimanere con me dovrete essere disposti ad ascoltare un ASINO! Chi non sarà disposto a sentirsi un ASINO può rimanere nella culla del proprio EGO e circondarsi di fiori di plastica o di pappagalli che per qualche seme di girasole;  sono disposti a lasciarsi plasmare in ciò che gli altri si aspettano da loro. Un asino è sempre disposto ad imparare da chiunque, da qualunque situazione, dal folle e dal saggio, da ciò che è comprensibile a ciò che è misterioso, da ciò che è visibile a ciò che è invisibile, da ciò che è buono, ma anche da ciò che è cattivo. Ora io riprenderò il mio silenzio e vi suggerisco di fare altrettanto, il mondo è già troppo pieno di rumore, non serve aggiungerne dell’altro”. I discepoli ammutoliti, ripresero le normali mansioni quotidiane e nella comune ritornò il sorriso, qualcuno di loro si costruì delle orecchie d’asino indossandole provocando così delle sonore risate che giunsero fino al Maestro, il quale con fare compiaciuto approvò il buon umore che si stava creando, del resto lui è sempre stato il primo a sostenere che il mondo ha bisogno di risate e che ridere è una delle migliori meditazioni.