LO SHIATSU

Di Giovanni Amerighi

 

Non è mai facile parlare di Shiatsu in una zona limitata di tempo o di fogli poiché miliardi di parole non riuscirebbero a contenere l’immensità di aspetti teorici e pratici che questa terapia energetica comprende. Essa infatti viene da una storia antica quanto l’uomo anche se l’ufficializzazione avvenne solo in tempi recenti nel Governo Giapponese. Cerchiamo di sintetizzare allora tutti i passaggi che fanno dello Shiatsu una delle metodiche più famose, conosciute e efficienti nel mondo.

 Lo Shiatsu è una pratica manipolatoria che ha origini antichissime ma la sua codificazione come precisa tecnica corporea risale a tempi abbastanza recenti. I primi interventi attuati in Giappone con una tecnica manuale di tipo pressorio a cui viene dato il nome di Shiatsu, risalgono infatti al periodo tra il 1910 e il 1920, ed è sempre in quegli anni che viene pubblicato il primo libro ad esso intitolato, "Shiatsu Ho", ad opera di Tamai Tempaku. Il riconoscimento ufficiale di questa disciplina avverrà comunque ancora più tardi, nel 1955, ad opera del Ministero della Sanità giapponese Malgrado la nascita relativamente recente e la sua matrice giapponese in realtà questa tecnica affonda le sue radici nell'antica cultura orientale e precisamente nelle arti manipolatorie cinesi, praticate per la cura della salute già a partire dal 2.500 - 3.000 a.C. Questo popolo, infatti, teneva in grande considerazione le tecniche di manipolazione corporea e le aveva inserite in una visione più ampia che coinvolgeva ogni aspetto della vita umana anche a livello filosofico. Nel VII secolo circa, grazie ai monaci buddisti, il ricco bagaglio dell'esperienza, della cultura e della tradizione cinese approdò in Giappone trovando un fertile terreno di conservazione e sviluppo, anche le arti manipolatorie si diffusero in questo paese. Tra le tecniche più significative, del centinaio circa che sono state tramandate, era presente un ben preciso intervento di tipo pressorio sul corpo. Ed é proprio questo concetto di pressione che i Giapponesi hanno isolato e impiegato in modo autonomo in una nuova e singolare arte manuale: lo Shiatsu.

La parola “Shiatsu”, composta dagli elementi "shi", che significa "dita", e "atsu", che significa “pressione”, sta a indicare un metodo terapeutico mediante compressione digitale. Negli ultimi 40 anni di studio del movimento umano e di ricerca terapeutica, Tokujiro Namikoshi ha sviluppato il metodo shiatsu, il quale non solamente cura gli stati morbosi, ma promuove una maggior forza d'animo e un migliore equilibrio mentale. Come ha sempre insistito nel dire, dopo aver trattato più di 100.000 pazienti ed aver veduto più di 20.000 allievi diplomarsi dalla scuola giapponese di shiatsu, "il cuore dello shiatsu è come il puro affetto materno; la pressione delle mani fa scorrere le sorgenti della vita".

Nella maggior parte dei metodi di terapia manuale, che si tratti di massaggio occidentale o di “amma” giapponese, l'effetto che si ottiene in genere non va oltre il ripristino del movimento in qualche parte del corpo, ed è più superficiale di quello profondo prodotto dalla compressione shiatsu, esercitata in senso perpendicolare con i polpastrelli dei pollici. Il metodo shiatsu, largamente praticato al giorno d'oggi in Giappone e nel mondo, viene così descritto dal ministero dell'assistenza sociale giapponese: "lo shiatsu è un trattamento nel quale si adoperano i pollici e le palme delle mani per esercitare pressione su determinati punti, allo scopo di correggere irregolarità dell'organismo, di conservare e migliorare lo stato di salute e di contribuire alla cura di taluni stati morbosi".

Lo shiatsu quindi non è semplicemente rimedio; esso stimola l'insorgenza dei poteri organici capaci di prevenire le malattie, in quanto fa leva sull'atteggiamento mentale del soggetto trattato.

Nel 1953, un gruppo di scuole chiropratiche invitò Tokujiro Namikoshi a tenere delle conferenze in diverse parti degli Stati uniti d'America. A Los Angeles, durante una serie di discussioni prolungatesi per tre giorni, una persona del pubblico gli pose la seguente domanda: "sono un orologiaio, e impiego tre anni per istruire un apprendista riparatore di orologi. Come può lei, in soli tre giorni, a spiegare un metodo per riparare l'organismo umano, che è tanto più complicato di un orologio?". Namikoshi rispose che ovviamente la sua obiezione era ragionevole, ma che non doveva dimenticare due cose: prima, che un orologio è soltanto meccanismo; seconda, che l'organismo umano possiede capacità di rigenerazione e di autoriparazione che nessun meccanismo può eguagliare. Ad esempio, quando un corpo estraneo entra in un occhio, la secrezione lacrimare lo allontana immediatamente; quando un pezzetto di cibo o un poco di liquido va a finire nella trachea, la persona si mette spontaneamente a tossire per espellerlo. Così la pelle in pochi giorni si rigenera. In altre parole, il nostro organismo può provvedere da solo a tante riparazioni senza bisogno di qualcuno che lo aggiusti. Lo shiatsu può operare apparenti miracoli appunto perché impiega l'istinto naturale di comprimere le parti dolenti, e utilizza i meravigliosi poteri naturali dell'organismo. Indubbiamente, taluni aspetti scientifici del metodo debbono ancora essere chiariti, ma lo scopo reale del discorso è semplicemente quello di far comprendere che i poteri naturali insiti nell'organismo possono essere tranquillamente utilizzati con l'applicazione della pressione quando richiesta. L'agente di oggi, facendo troppo affidamento ai medici, nelle medicine e nelle iniezioni, tende a trascurare l'importanza delle cure naturali. Ippocrate, il padre della medicina, aveva in mente proprio questo genere di cure quando disse che la natura è la vera medicina, mentre la medicina non è che serva della natura. Così la pensava anche chi coniò il proverbio: "La natura guarisce la malattia, il medico riscuote la parcella". Tutte quelle persone ansiose e nervose che affollano gli ambulatori dei medici, si troverebbero assai meglio se aprissero gli occhi ai miracoli che l'organismo può compiere da solo; lo shiatsu serve appunto a far aprire questi occhi.

 

Perché lo shiatsu è un ottimo defatigante?

I movimenti dell'organismo umano vengono prodotti dalla contrazione di circa 450 muscoli, fissati con le due estremità a segmenti ossei. La contrazione muscolare è il risultato di un complicato processo, che inizia con l'assorbimento delle sostanze nutritive derivante dai cibi digeriti nell'intestino. Queste sostanze vengono quindi convogliata al fegato, dove si trasformano in glicogeno. Distribuito ai muscoli mediante la corrente sanguigna, il glicogeno si combina con l'ossigeno introdotto attraverso i polmoni, e questa combustione produce l'energia necessaria per la contrazione muscolare. Il processo dà luogo a una scoria, denominata acido lattico, ed è questo la causa della fatica: quando una certa quantità di acido lattico si accumula nel muscolo, la contrazione viene ostacolata o resa addirittura impossibile. L'applicazione della pressione digitale sopra il muscolo che si contrae malamente per sovraccarico di acido lattico è capace di ottenere la ritrasformazione dell'80% dell'acido in glicogeno, eliminando così la fatica e quindi la cattiva contrazione muscolare che è la causa della malattia.

 

 

Yin e Yang

Grande argomento, basilare per chi desidera confrontarsi con il pensiero shiatsu, è la teoria dello Yin e Yang, di cui più volte è stato detto che è uno dei concetti più importanti e caratteristici di questo pensiero. Questa teoria ha una grandissima importanza nella medicina cinese, al punto che la sua applicazione al pensiero medico è tuttora una delle basi principali su cui si fondano la diagnostica la fisiologia la patologia ecc…

 

“Il tao di cui si parla non è l'eterno tao

Il nome con cui si può chiamare non è l'eterno nome

Senza nome è il principio del cielo e della terra

Con un nome è la madre dei 10.000 esseri.”

 

Queste affermazioni, un po' ermetiche e misteriose, parlano di una "unità inesprimibile", un "principio unico", che sta prima di tutte le cose e che è la madre stessa di tutte le cose. Dal tao unico e indivisibile nasce un universo pieno di soffi di diverse modalità: soffi leggeri e soffi pesanti, energie più Yang ed energie più Yin. Questa dualità è quindi la caratteristica fondamentale di tutte le manifestazioni della vita. Manifestazioni che scaturiscono in continuazione dal non duale e che possiamo interpretare e catalogare secondo due grandi principi, in un certo senso opposti ma sempre in grande comunione tra loro. Analizzando gli ideogrammi di questi due termini cinesi si rileverebbe nello Yang un aspetto luminoso, solare, mentre nello Yin, al contrario, troveremmo un aspetto umbratile legato all'oscurità. Bisogna capire che anche se possiamo considerare queste due forze tra di loro in opposizione, restano comunque aspetti di un'unica realtà.

 

I meridiani

Il complesso sistema di canali energetici costituisce uno degli aspetti più originali e affascinanti della medicina cinese e quindi dello shiatsu. In ogni individuo è presente questa fitta rete di vie preferenziali in cui scorre il Qi (energia) dell'organismo. Nonostante i canali energetici non siano rilevabili mediante un esame fisico, sono dotati di un'indubbia realtà e concretezza, che possiamo definire immateriale, ma percepibile a tutti attraverso le loro manifestazioni energetiche. Descrivono simbolicamente la manifestazione vitale di ciascun individuo: attraverso di essi il Qi raggiunge ogni parte del corpo, ogni singola cellula. Inoltre hanno la funzione di collegare l'uomo, microcosmo, all'ambiente esterno, macrocosmo, nel duplice aspetto di comunicazione e di difesa: aprire il microcosmo agli scambi con macrocosmo e proteggerlo dalla penetrazione di energie nocive.

 

Lo Tsubo (il Punto)

L’ideogramma cinese che viene tradotto in lingua occidentale con il termine “punto” ha in realtà un significato differente in cinese. È composto da due parti: la prima significa "comunicare" e la seconda "buco o caverna", punto è quindi una cavità che comunica. Una caverna rappresenta un luogo di comunicazione fra la profondità e la superficie (della terra), in quanto si colloca sulla superficie, ma conduce alla profondità. I punti del corpo della medicina cinese sono luoghi collocati sulla superficie del corpo stesso, ma in comunicazione con la profondità (organi visceri), luoghi elettivi in cui l'energia del profondo possono manifestarsi in superficie, ma anche in cui le energie esterne al corpo possono penetrare nella sua profondità.

Ogni punto è un'entità avente caratteristiche proprie, che gli derivano da più fattori:

  1. appartenenza a un dato canale energetico

  2. nome, con nomi, del punto

  3. localizzazione anatomica

  4. appartenenza a una categoria specifica di punti (o a più categorie)

  5. azione specifica del punto.

Quando la Homo Sapiens mi ha chiesto di entrare a far parte del proprio corpo docenti come insegnante di shiatsu sviluppando una tecnica che implicasse anche tutte le conoscenze della pranoterapia (con basi sostanzialmente uguali ma con piccole aggiunte), il mio primo problema è stato quello di poter ordinare in una struttura logica e sequenziale tutte quei concetti che fanno di questa tecnica, a mio parere, una metodologia terapeutica fra le più complete esistenti. Tuttavia fin dai primi passi mossi in questo settore ho sempre avuto un piccolo dubbio (non elaborato) che qualcosa mi mancasse per chiudere il cerchio. Sarà stata probabilmente una mia assenza, una mia mancata fissione di concetto oppure una carenza dell'insegnante, ma non capivo come, i vari meridiani, dialogassero fra loro se non in alcuni punti di intersezione. Qui interviene la pranoterapia, dove ho trovato l'esistenza di due canali che mancavano all'appello: Inda e Pinghala. Attraverso loro ho potuto costruire una delle tecniche che finalmente mi spiegavano come l’azione in un singolo punto potesse agire su tutto il corpo: l’armonizzazione. L'armonizzazione shiatsu infatti, non trova riscontro in tutti i testi da me letti, ma con grande piacere ha trovato riscontro su tutti pazienti da me trattati, e, a quanto pare, su quelli trattati dai miei primi allievi. Agendo così sul vaso governatore, con una sola tecnica già ottenevo un ripristino dello scorrimento energetico su tutti i meridiani che riscontravo poi al momento di trattare gli stessi. La sperimentazione di una innovativa metodologia di shiatsu denominata poi "Energy Touch”, stimolava e divertiva il mio modo di pensare. È così che, alla luce del sole, prendeva corpo ciò che io e il presidente dell'homo sapiens avevamo in mente: una terapia naturale non più singola ma frutto di un'interazione fra due realtà concrete e ormai da tempo esistenti. Ma perché dare un limite o un confine immaginario a un qualcosa facente parte dell’ universo, e come esso stesso infinito? Esistono migliaia di tecniche naturali che fra loro sono sicuramente unite da una solida base: ciò che l'universo comprende, è compreso in ogni singolo aspetto che ne fa parte. Ecco quindi che la tecnica shiatsu (per metodo di applicazione) si apre ad ogni conoscenza che ogni terapia include.

Senza alcuna pretesa, senza pensare di avere scoperto l'universo né tantomeno di averlo stretto in una metodica terapeutica, mi permetto e mi pregio di sostenere una tecnica che a parer mio apre la porta ad un nuovo modo di interpretare tutto ciò che circonda l'essere umano. Questo corso, che si svolge nell'arco di tre anni, in cui nessuno può pretendere di poter apprendere tutto ciò che ne fa parte, vuole essere un'integrazione di tutto ciò che finora abbiamo fatto, e con questo intendo pranoterapia, spiritualità, conoscenza di se stessi, aggiungendo un nuovo metodo di applicazione per la prevenzione, cura e mantenimento di uno stato di salute ottimale sia per se stessi che per il prossimo.

Il nuovo anno scolastico è alle porte. Io, dal canto mio, sono pronto ad aprirle cercando di mettere tutto il mio impegno e la mia serietà professionale a sostegno di chi, come me, vuole curiosare in tutte le stanze in cui metteremo piede. Salutandovi vi auguro un felice 2005.