Corriere Mercantile

Giovedì 31 Marzo 2005

 

Cronaca del Levante

 

DOPO DUE ANNI

 

Legale l’attività del pranoterapeuta

Il Gip ha archiviato l’indagine dei Nas

 

LAVAGNA- “Sono riuscito ad ottenere giustizia dopo un’attesa di quasi due anni.

Torno, quindi alla mia professione tenendo bene in mente il principio che operando con lealtà la verità si afferma, sempre”. Questo il commento liberatorio di Luigi Angelo Delucchi, pranoterapeuta di Lavagna, al quale è stata notificata la richiesta di archiviazione per “infondatezza della notizia”.

Il professionista lavagnese era finito nel registro degli indagati con l’accusa di esercitare abusivamente la professione medica. I carabinieri del Nas (nucleo antisofisticazione dei carabinieri) avevano anche posto il suo studio con le relative cartelle sotto sequestro, dopo una segnalazione arrivata da un cittadino. È stato il giudice per l’indagine preliminare, Mauro Amicano, grazie alla sua firma apposta sulla richiesta di archiviazione dell’indagine (avanzata dal pubblico ministero Margherita Ravera) a scrivere la parola fine sulla disavventura giudiziaria che ha colpito il pranoterapeuta. Il professionista, ha sostenuto alla fine di questa via crucis giudiziaria “continuerò in silenzio la mia missione”. La cura, secondo alcuni pranoterapeuti – non è rivolta al sintomo, ma al paziente nella sua interezza. Secondo i pranoterapeuti, inoltre, la malattia si deve prevenire, mantenendo corpo, mente e spirito in equilibrio effettuando regolarmente la pranoterapia; vivendo una vita armoniosa e soddisfacente. Una disciplina quella del pranoterapeuta che, non può essere definita medica in senso tradizionale ma, è il caso ricordarlo, è stata autorizzata dalla Corte Costituzionale.