CARE
SIMONE: NON ERA MEGLIO UN POSTICINO IN BANCA
O
UNA CATTEDRINA ALLE ELEMENTARI DI VITERBO?
Vittime dei pacifisti
di Vittorio Feltri
Libero , mercoledì 8 settembre 2004
Retorica
e teoria del piagnisteo vorrebbero si dicesse a questo punto oscuro (ma
quandomai è stato chiaro, il punto?): dopo i bambini, le donne. Già, le donne.
È la prima volta che i bravi ragazzi della resistenza irachena mettono le mani
su carni femminili, e il destino (che non è cieco, anzi ci vede benissimo) ha
voluto che fossero carni nostre, italiane. Due ragazze, Simona Torretta e Simona
Pari, entrambe meno di trenta anni, di Roma e di Rimini. Due brave ragazze buone
dentro e generose di fatto. Questo bisogna riconoscerlo.
Tuttavia,
sincerità per sincerità, se fossero state mie figlie le avrei prese a
schiaffi. Cosa ci andate a fare a Bagdad, a convincere quella gente che la vita
è bella nonostante i guai? Ma fatemi il piacere. Non muovetevi da casa
altrimenti... Altrimenti un corno. Sono partite per la missione più pericolosa
del mondo. La testa imbottita di ottime intenzioni e di luoghi comuni pacifisti
e noglobalisti. Sicuramente in buona fede, mosse da sacro fuoco, desiderose di
aiutare il prossimo eccetera. Ma perdio quanta stupidità, quanto infantilismo,
quanta ingenuità. Ce ne hanno dette di tutti i colori per le critiche a Baldoni,
piombato nel deserto alla ricerca di emozioni e brividi. Figuriamoci ora che
esprimiamo giudizi su due fanciulle
scriteriate
nel loro bisogno di assistere l’umanità ferita e sgarrupata del vicino
Oriente.
Pazienza.
Becchiamoci le lezioni moraleggianti che ci spettano in questa triste
circostanza.
Preferiamo
comunque strali nella schiena piuttosto che abbandonarci all’ipocrisia
dilagante nel nostro quanto in altri Paesi illusi di poter raddrizzare le gambe
dei cani.
Il
sequestro di Simona Torretta e Simona Pari non è catalogabile alla voce
casualità.
Risponde
a un progetto la cui evidenza balza all’occhio di chiunque ne abbia almeno uno
aperto. Le schifezze irachene sono coerenti con la scienza delle comunicazioni.
Servono allo scopo. Lo scopo di terrorizzare, stupire, suscitare scalpore in
qualsiasi angolo del globo terraqueo. Decapitare. Sparare alla nuca. Tenere in
schiavitù brava gente, la migliore possibile, umiliarla, eliminarla quale
oggetto ingombrante, fastidioso. Vi è mai capitato, al colmo della rabbia per
le punture subite, di schiacciare una zanzara? Ecco. Per gli islamici assatanati
dal bigottismo cranico noi occidentali abbiamo il valore, nullo, di una zanzara.
Una
smanacciata e via: all’inferno. Nessun rimorso di coscienza. Una risata nel
constatare l’immobilità mortale dell’insetto spiaccicato sul muro. Adesso
non rompe più. La stima che i musulmani scalmanati hanno di noi – si dice –
è pari a quella che essi hanno dei maiali.
Non
è vero. E’ inferiore. Per loro siamo solo zanzare, ragni, mosche. Se ciò non
si capisce, non si capisce niente. Le care Simone non si erano rese conto di
essere zanzare. Nessuno le ha informate. Spesso i giovani si affidano a
imbroglioni fascinosi che usano le “ideologie senza idee” per scopi di bassa
lega politica. Se ne lasciano attrarre e vanno dietro alle chimere – di solito
rosse – inconsapevoli di andare a stamparsi sul muro.
Le
Simone sono noglobal. Le Simone poverine erano ubriache di bischerate rosse.
Pari è laureata in filosofia. Torretta è diplomata alle Belle Arti e
studentessa di antropologia. Serie nella loro dabbenaggine antiamericana, un
po’ stolte a dirla per intero, stordite dalle fregnacce propagandate dalla
sinistra italiana. Dispiace nel momento del dolore e dello smarrimento fare
simili affermazioni. Però, però…
Ci
sarà pure qualcuno responsabile di averle distratte dalla loro vita quieta e
condotte sulla via di Bagdad, luogo di violenze sistematiche. Non si dicano che
erano libere di scegliere.
Ovvio
che lo erano. Ma a forza di rimbambirsi con le frasi fatte melense e false si
viene trascinati al patibolo. Smettetela inutilissimi idioti di imbottire i
cervelli più canditi e bambineschi di scemenze pauperistiche.
Ingannare
i giovani e darli in pasto così ai sanguinari di Allah, sfruttando la loro
disponibilità verso il prossimo, è una operazione ripugnante di cui dovrete un
dì, spero, rispondere.
Una
società che esprime tagliatori di teste e assassini di bambini vi sembra
rassicurante, meritevole di attenzione? Eppure l’ala movimentista di
Rifondazione comunista – capirai che garanzia può offrire roba del genere –
ha istituito “Un ponte per…”. Giuro questo è il nome. Un club
farneticante di filoiracheni cui hanno aderito in tanti, tra cui le Simone.
Intronate
di balle e indotte a partire per Bagdad. A fare che? Una era addetta alla
sistemazione della biblioteca della capitale. Benedetta ragazza, quanto gliene
frega ai beduini (imbevuti di stramberie religiose) dei libri? Loro, analfabeti
per decreto governativo.
Gli
iracheni si ammazzano per il potere; ammazzano chiunque abbia l’aria del
collaborazionista americano; ammazzano per abitudine; e noi andiamo lì a
sistemargli i volumi negli scaffali.
Scusate
fanciulle, un posticino in banca o una cattedrina alle elementari di Viterbo non
era meglio?
Chi
vi ha strizzato il cervello? Li leggete i giornali, guardate la tivù? Non vi è
giunta all’orecchio la notizia che ogni due per tre sgozzano un occidentale,
lo sequestrano, lo stendono? Baldoni non vi ha insegnato nulla? I due reporter
francesi, sapete dove sono?
Simona
Torretta e Simona Pari sono state seguite, braccate, prelevate in un ufficio,
non per strada. Segno che erano un obiettivo non casuale. Non oso immaginare le
azioni oscene del beduino arrapato. Posso solo manifestare il mio schifo. E il
mio sdegno verso chi ha spinto le sfortunate donne sull’orlo del baratro.
Ignoriamo
che sarà di loro. Ma i presentimenti ci avviliscono. Ignoro inoltre se il
nostro governo abbia l’autorità per ordinare agli italiani in Iraq di
rimpatriarli. Se può farlo, lo faccia subito. Il volontariato commuove,
d’accordo. Però il volontariato a Bagdad è un suicidio sciocco. Fatelo,
ragazze, fatelo, ma fatelo a Centocelle o alla Comasina. Dove tra l’altro
qualcuno da soccorrere non manca mai.
N.d.R.
Cosa dobbiamo pensarne?