AMORE

Di Giuliana Menotti  scritto 1998

 

Cosa comunemente intendiamo per amore?  Non è facile rispondere a questa domanda perché l’espressione; amore si presta ad un’infinità di interpretazioni, infatti ci siamo presi la briga di differenziare i vari tipi di amore, per riuscire a dare una spiegazione a questo sentimento, lo abbiamo diviso e sezionato in più modi d’essere.

C’è l’amore con la A maiuscola che viene definito: l’intensa emozione che si prova per un’altra persona, e aggiungerei; attrazione, passione, desiderio.

Poi abbiamo l’amore materno, quel forte sentimento che lega la madre al figlio e che a detta di molti sembrerebbe il più vicino alla purezza. In verità mi sono persa più volte spaziando per capire cosa sia veramente l’amore, indubbiamente è un bel sentimento, è il prodotto della sensibilità e della tenerezza.

Per provare amore dobbiamo sensibilizzarci, mollare le nostre nebbie mentali e aprire il cuore, ci sono un’infinità di ragioni per amare e tutte ugualmente importanti, di una cosa sono certa, non esiste nessun motivo valido per chiudere il nostro cuore e non esiste persona, per cattiva che sia che non ami almeno qualcosa o qualcuno, questo perché l’essere umano è nato per amare e questo comandamento è dentro di noi che cerca di farsi udire anche dai più sordi, dai più induriti.

Quando chiudiamo le porte all’amore nella maggioranza dei casi, ci ammaliamo, ci procuriamo dolore e sofferenza, perché l’amore, è qualcosa che preme da dentro di noi e non desidera essere chiuso o dimenticato, così, inconsapevolmente ci procuriamo le basi per capire. Attirando l’attenzione con la malattia, il nostro corpo chiede considerazione, amore e comprensione. Forse l’amore è proprio questo; comprensione!.

Se non fosse che alle volte nel tentativo di capire qualcuno, facciamo invece errori tremendi, se non fosse che nel tentativo di dimostrare amore a qualcuno, facciamo più danni della grandine.

Nel mio personale tentativo di comprendere il più possibile dell’amore, ho rimuginato, riflettuto e meditato molto e alla fine, ho compreso che spesso il nostro modo di dare affetto e amore, non è propriamente corretto, alle volte dietro la bella facciata del buon sentimento si nascondono tirannie terribili, ricatti morali e tentativi di coercizione. Ecco un motivo valido per cercare dì individuare il nostro personale modo di dare amore.

Togliamoci le bende dagli occhi e proviamo a guardarci, in che modo esprimiamo il nostro amore? 

A proposito di bende agli occhi! Voglio raccontarvi una mia esperienza, fatta quando imparavo a fare la mamma e come tutte cercavo di fare del mio meglio per comprendere tutte le esigenze che un bambino piccolo può avere.

Ero molto giovane ed inesperta, ma avevo appreso ad essere apprensiva, anzi una madre non apprensiva non era degna di chiamarsi tale, quindi l’ansia era quasi doverosa, logica e giusta, dovevo stare attenta, vigile e sempre pronta. La cosa mi creava parecchio stress, ma l’orgoglio di essere mamma mi faceva sentire importante e realizzata, avevo un compito; non fare mancare niente a quella creatura.

E fu così che, quando diventai mamma per la prima volta, la cosa più importante per me, era che a  mia figlia non mancasse nulla e soprattutto non avesse freddo.

Come per dispetto, mi capitò una bimba che non voleva assolutamente stare coperta, mi ingegnai per imbacuccarla come meglio potevo, ma niente lei si continuava a scoprire, passavo le notti ad aspettare che si addormentasse per coprirla nuovamente e nonostante le immense sudate che faceva, non avevo il minimo dubbio sul fatto che andasse coperta.

Ho fatto anche di peggio, quando mi resi conto che comunque lei riusciva a scoprirsi, a dispetto delle coperte che le mettevo addosso, escogitai il sistema di metterle due pigiami, così anche se si fosse scoperta, la mia coscienza poteva dormire tranquilla.

Il risultato di tutto ciò, fu che la bimba soffriva ripetutamente di raffreddori, tosse, febbre e mal di orecchi.

Oh, però l’amavo, l’amavo moltissimo, ma la mia ansia di essere una buona madre mi rendeva ceca nei confronti delle esigenze di mia figlia, la quale non aveva affatto freddo e per compensare tutto quel caldo che le facevo subire, mi svegliava quattro o cinque volte per notte perché aveva sete.

Eppure, mai mi sono chiesta:” Ma, non sarà che la copro troppo?” Non me lo sono mai chiesta, mai!

Passarono gli anni e un giorno raccontai a mia figlia di quando ero piccola e vivevo in Brianza, in una casa senza riscaldamento nelle camere e di quanto freddo accompagnava le mie nottate, lei sbottò dicendo: “ Ecco perché mi coprivi così tanto quando ero piccola, ricordo ancora l’incubo di sentirmi imbacuccata come un salame, in quel lettino con quella odiosa casina delle api”. Sbigottita risposi: “ La casina delle api, non ti piaceva? Ti coprivo troppo?”

Ecco, come vanno certe cose, io avevo freddo da piccola, mia figlia aveva caldo da piccola.

La mamma che ama tanto il suo bambino, spesso lo soffoca di attenzioni, di raccomandazioni, di precauzioni, fino a renderlo esausto, fino a convincerlo che lei agisce così per il suo bene. Quindi esso, apprende che quel modo di esprimersi è amore, preparandosi, da adulto a fare altrettanto, del resto non può essere sbagliato se l’ha detto la madre che lo ama tanto!

Pochi di noi imparano a mettersi in discussione, a mettere in dubbio ciò che per anni ci è stato insegnato, in effetti, non è facile smontare macigni così grandi e pesanti.

Quando ci scopriamo a pensare come nostra madre, nostra nonna, o nostro padre, dovremmo avere il coraggio di ammettere che non stiamo pensando con la nostra testa, che queste persone ci hanno trasmesso ciò che per loro era più giusto e che, magari anch’esse hanno appreso questo dai loro educatori, capite la catena? Avanti di questo passo non se ne esce più.

Guardiamoci un attimo con onestà, oggi siamo adulti, lavoriamo, abbiamo una famiglia da mantenere, dei figli da crescere e tante responsabilità, ma non siamo cresciuti, siamo i soliti bambini che devono ubbidire la mamma, che magari un tempo contestavamo.

Ma ora che siamo grandi abbiamo compreso che aveva ragione, talmente ragione da applicare le stesse regole, ma capite come non potremo mai crescere così?

Per comprendere cos’è l’amore abbiamo bisogno di incominciare a sganciare da noi tutto quello che ci è stato insegnato e valutarlo con la nostra testa, noi abbiamo bisogno di crescere ed imparare, proprio come bambini, anzi se avete dei figli, dei nipoti approfittatene perché essi possono essere dei maestri meravigliosi; possiamo imparare da loro molto di più di quello che potremmo insegnargli.

I bambini ci guardano e ci danno i loro messaggi, ma non potremo mai vederli o sentirli se non impariamo a guardare, se non liberiamo i nostri occhi dalle bende che fanno di noi dei perfetti ciechi, non potremo mai accorgerci che l’amore che stiamo spacciando per tale è solamente egoismo, un modo per sentirci apposto e nel giusto.

Io credo nell’amore, credo che noi tutti siamo espressione di un amore molto più grande di quello di cui siamo a conoscenza, credo nella buona fede delle persone che distribuiscono la qualità di amore che hanno imparato, che hanno conosciuto come tale, ma esorto tutti a non fermarsi alle apparenze, a intraprendere una strada di ricerca personale per comprendere meglio le infinite possibilità dell’amore.

Per iniziare questo cammino, è indispensabile verificare e constatare quanto in verità ci amiamo, quanto amore diamo a noi stessi e come ci consideriamo.

Quindi quando ci lamentiamo perché gli altri non capiscono l’amore che gli diamo, forse dovremmo chiederci che qualità di amore stiamo distribuendo, la qualità di ciò che diamo è in relazione a ciò che proviamo per noi stessi, in pratica; se riscontriamo di amarci poco, sarà possibile che sia scadente anche quello che sosteniamo di dare così ardentemente!

Quindi, se consideriamo l’amore da questo presupposto, quando gli altri non ci capiscono, o che per risposta al nostro sfavillante amore ci rispondono negativamente o rifiutandolo, non dobbiamo pensare come solitamente succede, che siano gli altri sbagliati, ma piuttosto guardare a noi stessi con sincera voglia di capire, molto spesso quando non veniamo compresi è perché, noi stessi non ci capiamo, noi stessi navighiamo nell’inconsapevolezza.

Il passo più importante dell’amore, non è amare gli altri, ma piuttosto amare noi stessi, quando avremo compreso questo, avremo in mano i segreti dell’amore e a quel punto non avremo più bisogno di chiedere: “ Cosa significa amare?” La risposta ora la conosciamo e quindi la domanda non ha più alcun senso.

Indagando nel nostro passato, troveremo numerosi casi di dichiarato amore che però oggi alla luce del presente possiamo comprendere che di amore in quelle occasioni ce n’era veramente poco, non è così? Dove è finito quel grande amore?

Forse, dove finiscono tutte le cose che non sono valide, che non sono vere.

Vedete, quando si crede che l’amore sia un sentimento da provare nei confronti degli altri, diventa qualcosa che noi non conosciamo, come possiamo dare qualcosa che non possediamo per noi stessi? Se io ti voglio donare qualcosa, come minimo la devo avere questa cosa, non ti sembra?

Se io ti voglio amare, come minimo devo conoscerlo questo amore, se no, che amore è?

Il momento più importante per diventare consapevoli dell’amore è, incominciare da noi stessi, ascoltare il nostro bisogno d’amore e renderci conto che: è del nostro amore che abbiamo bisogno, è della nostra considerazione che abbiamo necessità, più che dell’amore altrui, noi abbiamo bisogno di noi stessi.

La prima volta che mi è stato detto che avrei dovuto provare amore per me stessa, sono rimasta impietrita, perplessa, nessuno mi aveva mai detto questo, ricordo che pensai : “ Come potrò mai innamorarmi di me stessa?”

Visto che tutto quello che avevo fino a quel momento compreso dell’amore era che, si doveva dare solamente alla persona di cui ci si innamorava. Quindi avrei dovuto innamorarmi di me stessa, onestamente trovavo la cosa difficile da farsi, non mi ero mai guardata come si può guardare una persona che ti piace, mi resi conto che non mi ero mai presa in considerazione, non mi ero mai valutata ne stimata e tanto meno amata.

È stato un momento di confusione profonda, di smarrimento, di sgomento; dovevo imparare a volermi bene e non sapevo da che parte incominciare, non mi riconoscevo nessun merito, mi sentivo inferiore e timida e per quanto mi sforzassi di farlo non riuscivo in alcun modo a sentirmi importante, più mi guardavo e più trovavo difetti, cose che non andavano, atteggiamenti errati.

Come avrei potuto amarmi se tutto quello che riuscivo a vedere di me stessa erano cose insoddisfacenti e non mi piacevano assolutamente. Fisicamente non mi piacevo, intellettualmente mi sentivo una minorata, mi ritenevo appena passabile e anche questo non per mia valutazione, ma perché gli altri mi facevano notare che gli ero simpatica e mi facevano dei complimenti. Era decisamente poco per potermi amare! 

Decisi di andare fino in fondo comprendendo che anche io dovevo valere qualcosa e che forse questo qualcosa lo dovevo ancora trovare, ma sicuramente ci sarebbe stato mi dicevo : “ Non è possibile che tu abbia solo difetti, qualche pregio lo troverai anche tu!”. Dovetti comprendere quanto poco noi esseri umani ci consideriamo, quanto poco vediamo noi stessi, la nostra attenzione è concentrata verso il resto del mondo e anche se più volte abbiamo sentito la frase che viene riportata in tutti i vangeli “ Ama il prossimo tuo come te stesso”, l’abbiamo completamente ignorata.

Io ero una di quelle persone che dicono di pensare prima agli altri, poi a se stesse, questo modo di essere mi piaceva perché mi sentivo generosa e altruista, ero molto orgogliosa del fatto di essere importante per coloro ai quali mi dedicavo e pensavo di essere nel giusto più assoluto, quindi capite la mia confusione quando presi consapevolezza che nel mio modo di dare amore avevo escluso completamente me stessa?

Più avanti, riflettendo e cercando una motivazione a tale comportamento mi resi conto che ciò che mi impediva di guardare a me stessa come ad una persona meritevole d’affetto erano i miei condizionamenti, risuonavano nella mia mente parole come:” Non sei capace!, non capisci niente!, sei brutta!, hai un brutto carattere!, non concluderai mai niente!..

Capii che questi condizionamenti avevano radici molto profonde ed antiche, che qualcuno aveva contribuito a seminarli dentro di me, ma compresi anche che io ero la responsabile del loro progredire e della loro permanenza.

È un momento molto difficile prendere atto dei propri condizionamenti, ma tuttavia molto importante e significativo. La presa di coscienza è l’unica vera soluzione che esista per avviare un processo di miglioramento, solo ciò che viene alla luce può essere esorcizzato e superato, solo ciò di cui diventiamo consapevoli può essere cambiato.

Decisi che se volevo arrivare un giorno ad amare me stessa avrei dovuto smontare tutti i pensieri negativi che stazionavano nella mia mente, smontando tutto quello che mi

impediva di vedermi come una persona meritevole, avrei dovuto togliere i filtri neri attraverso cui mi ero guardata fino a quel momento.  

Ero decisa ad imparare ad amarmi e a tale proposito incominciai a lavorare sui pensieri negativi che nutrivo per me stessa, fino a scoprirne la causa, il perché si erano creati e quale significato avessero.

Inizialmente fu piuttosto difficile, il portare alla luce antiche ferite mi faceva soffrire e risvegliava in me ricordi del passato che credevo fossero ormai dimenticati, invece scoprii che erano soltanto ben nascosti dentro di me e che il non ricordarli era un modo per tenerli ancorati al mio essere.

Scoprii che parecchi dei miei problemi di salute erano in qualche modo collegati a ciò che pensavo di me, al fatto di non volermi bene, al modo in cui mi definivo. Compresi che la nostra salute dipende molto dai nostri stati d’animo, da quello che pensiamo e da quello in cui crediamo.

La mia indagine proseguì fino a quando arrivai ad avere un quadro molto chiaro dalla mia personale situazione, fino a quando riuscii a vedermi nitidamente mettendo a nudo tutto ciò che mi impediva di amarmi.

Trovai dentro di me un vero e proprio bazar di sensi di colpa, paure, condizionamenti, prigioni e paraocchi. Scoprii che in quel modo non stavo vivendo la mia vita, ma stavo riproducendo un quadro già visto come un pittore che dipinge copiando l’opera di qualcun altro, a quelle considerazioni mi venne una forte voglia di libertà, di essere me stessa.

Il mio essere si stava ribellando, reclamava la sua unicità mentre piano piano emergeva lo splendore di ciò che potevo essere, la meravigliosa creatura che sta in ognuno di noi, quella parte impalpabile che possiamo chiamare la nostra vera essenza, rimasi incantata dalla sua bellezza e in quel momento mi sentii avvolta in un forte e caloroso abbraccio consapevole di essere l’abbraccio stesso, ero io l’artefice di tutto quell’amore che sentivo vibrare in ogni singola cellula, ora sapevo!

Dopo quell’esperienza, ci furono ancora dei momenti difficili, dei momenti di ricaduta, di insicurezza, ma quando sai, quando hai imparato, non torni più indietro, nemmeno quando ti sembra di aver perso tutto, quello che è tuo, è tuo per sempre; se hai imparato ad amarti, l’amore resterà per sempre con te, anche quando apparentemente non c’è.

Uno dei passi più difficili da compiere nella nostra vita è il passo dell’amore verso se stessi, è un passaggio molto importante da compiere, se vogliamo comprendere l’amore e vogliamo amare. Ricordate! Io posso dare solo ciò che ho, posso dare solo la qualità d’amore che ho per me stesso!

Con queste considerazioni spero di avervi incitato alla scoperta dell’amore, alla comprensione di voi stessi che poi, è il primo vero atto d’amore che un essere umano può fare verso la propria persona, il risultato di questa ricerca vi porterà la giusta risposta alla domanda: Che cos’è l’amore? Nessuno può dirvi che cos’è l’amore, l’amore non ha parole per essere espresso, l’amore è amore e basta.

Consapevole della limitatezza di ciò che dico, posso esprimermi dicendovi che, l’amore è un dono che ogni essere umano possiede, è quella cosa che giace nel cuore di ogni uomo e che preme da dentro di noi cercando di renderci sensibili al suo splendore.

Ogni cosa che ci circonda è piena d’amore e il suo amore è così grande che non gli importa se noi lo vediamo oppure no, se lo consideriamo o lo calpestiamo, si limita a dare, ad essere ciò che è. Sono consapevole che a questo proposito qualcuno di voi potrebbe reagire dicendo: “ Ma dov’è questo amore che si manifesta in tutte le cose?”.

A colui che si domanda ciò, va tutto il mio rispetto perché è proprio una bella domanda, ma la risposta la dovrà comunque trovare da solo. Di fronte alle cose veramente importanti della nostra vita siamo soli, di fronte all’immensità dell’amore; noi siamo soli.

Le più grandi e meravigliose scoperte, noi le facciamo da soli, nessun altro può farle per noi. I messaggi e gli indizi arrivano a noi continuamente sotto varie forme che possono essere parole, libri, domande, ogni messaggio è importante e se imparerai a coglierli facendone tesoro, essi saranno per te dei maestri meravigliosi e la tua esistenza si trasformerà in una lunga lezione che è tutta la tua vita.

Quando arriverai alla consapevolezza di avere imparato, di avere compreso, ecco in quel momento ha inizio la vera e propria lezione, da quel momento in poi comprenderai che ogni attimo di vita è una preziosa lezione, e il tuo cuore sarà gonfio d’amore, di pace e di gratitudine per ogni cosa.