L’acqua
calda a basso prezzo
Martini ordina: “Pannelli solari in tutte le case”
FIRENZE.
Ieri Claudio Martini, presidente della Regione ha aperto il suo ufficio
elettorale mentre il consiglio regionale, nel suo addio di legislatura, ha
varato la legge sull’energia dove il fiore all’occhiello è
l’obbligatorietà dell’istallazione dei pannelli solari nelle nuove
abitazioni o nelle grandi ristrutturazioni. Il nesso tra i due eventi? Presto
detto. I pannelli solari obbligatori per le nuove case dei toscani sarà uno dei
cavalli di battaglia della campagna elettorale di Martini. Uno di quei cavalli
che magari non fanno troppa figura, ma toccano il cuore e le tasche della gente.
LA CASA CON I PANNELLI. Quasi un’ operazione di marketing elettorale studiata
a tavolino da Martini, Nata da un sondaggio su: “I toscani ed il loro
territorio”, svolta da Tolomeo per Unicoop Toscana, nella quale a proposito
della casa viene fuori che per i toscani è importante che abbia “un giardino
o un terrazzo” ma anche “impianti a risparmio energetico”. Ai toscani
piacciono i pannelli solari e Martini per farsi rieleggere ne promette
l’istallazione in ogni casa. “Con i pannelli solari ogni famiglia potrà
risparmiare nella bolletta Enel o gas circa 400 euro. È vero che dovrà
sostenere una spesa aggiuntiva per istallare i pannelli solari (per
un’abitazione di 4 persone circa 2000 euro) Ma su questa spesa riceverà un
contributo a fondo perduto dalla regione pari al 25% dell’investimento: quindi
500 euro. Calcolando poi i risparmi ottenuti l’investimento sarà ammortizzato
in 4 anni”, informa Martini.
60.000 CASE CON I PANNELLI
Per il 2005 la Regione ha deciso di stanziare oltre 3 milioni di euro per coprire le nuove richieste di istallazione. Negli uffici regionali prevedono un raddoppio delle richieste e l’istallazione di 27mila metri di pannelli solari, che dovrebbe riguardare circa 60mila abitazioni. Un numero grande come una città capoluogo di provincia.finora l’istallazione di pannelli solari non è andata molto bene. Nel corso del 2004 sono stati installati 13.500 metri quadrati di pannelli e le abitazioni interessate sono state poco più di 2.500. La Regione ha concesso 1,6 milioni di euro di contributi a fondo perduto con cui sono stati attivati investimenti per oltre 6,5 milioni di euro.
MENO EMISSIONI GAS SERRA.
L’obbligo dell’istallazione dei pannelli
risponde a tre esigenze: la convenienza per il singolo utente, la necessità di
contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra nell’atmosfera, lo
sviluppo delle fonti rinnovabili e la minor dipendenza da fonti fossili di
importazione. È stato calcolato di installare da oggi al 2010 circa 200mila mq
di pannelli (questo almeno è l’obbiettivo del piano energetico regionale),
che dovrebbero ridurre le emissioni di anidride carbonica di 50mila tonnellate
per anno.
NUOVE FONTI ENERGETICHE
La ricetta energetica della Regione dice no alla nuova costruzione di nuove centrali nucleari e si invece alle fonti rinnovabili. Già oggi il 29% di energia prodotta nella nostra regione proviene da fonti rinnovabili: idroelettrica, geotermica, biomasse e solare. Quest’ultima però, al contrario di altri paesi, soprattutto nel nord Europa, basti pensare alla Germania, è un po’ la cenerentola. La quota è irrisoria, poco sopra lo zero. I pannelli solari, insomma, faticano a decollare. Quelli termici, che servono per riscaldare l’acqua utilizzata nelle case per usi domestici e per riscaldamento – in Toscana non sono più di 5mila. I fotovoltaici – che trasformano l’energia solare in energia elettrica – sono ancora di meno.
IL BUSINESS DEL FUTURO.
Gli esperti sono però convinti che
l’energia “fai da te” può essere il business del futuro. Il suo
testimonial più famoso è il comico BEPPE GRILLO che nella sua villa ligure, a
Nervi, si è fatto installare un impianto fotovoltaico di 25 metri che produce
due kw. In Toscana c’è chi azzarda la previsione che l’energia solare può
arrivare a coprire il 10% del
consumo energetico toscano e il fabbisogno termico dell’80 per cento delle
famiglie toscane. Utopia? Può darsi, Martini ci crede e la cavalca.
L’INSTALLAZIONE.
Oltre alla convenienza economica, un altro
problema che si pone a chi vuole installare i pannelli solari è dato dalla loro ubicazione.
“Dipende ovviamente dal tipo di abitazione, ma in genere la collocazione più frequente è sui
tetti, ma anche in terrazzo o in giardino. Per quanto riguarda i lavori si
tratta di “bucare” il muro per fare arrivare le tubature dal pannello solare
alla caldaia. Da qui poi l’acqua riscaldata con il pannello si ricollega al
sistema di riscaldamento tradizionale, spiega Luca Venturosi di Obi.
PANNELLI FOTOVOLTAICI.
Oltre ai pannelli solari ci sono quelli fotovoltaici che, esposti al sole, producono corrente elettrica in forma continua. Qui i costi sono decisamente più alti. Per la pratica edilizia il costo stimato oscilla tra 300 e 500 euro e per l’installazione da 1.000 a 1.500 euro. Mentre i costi dei pannelli dipende dalla capacità di produrre energia elettrica. Per una famiglia normale incui è sufficiente una produzione di 1kwp di energia, occorrono pannelli da 7,7 metri quadrati che costano 9.000 euro, una cifra che può ridursi a 5.760 euro, se si calcola la detrazione Irpef del 36%. La rata mensile a zero interessi è di 150 euro e il risparmio stimato è di 600 euro all’anno. Per produrre 1,5 kwp di energia occorrono pannelli da 12mila euro, per 2kwp 15.500 euro, per tre kwp 22mila euro e per 4 kwp 29mila euro.
Ci sono poi i pannelli anti black-out che
consentono di avere sempre l’illuminazione. Il loro costo rispetto a quelli
normali è superiore di 6mila euro circa. Ad esempio quelli normali per produrre
1kwp costano 9mila euro, quelli anti black-out 15.500. M.L.
IL FUTURO NELL’ENERGIA SOLARE
Un gruppo di scienziati in Scozia sta
conducendo una ricerca allo scopo di sviluppare una nuova tecnologia che possa
utilizzare l’energia solare per depurare acque inquinate producendo nello
stesso tempo energia. Il cuore della ricerca effettuata presso l’Università
di Aberdeen è costituito da un nuovo tipo di cellula a combustione in grado di
utilizzare l’energia solare per decomporre e trasformare vari agenti
inquinanti in acqua, nonché fornire elettricità come sottoprodotto.
I risultati della ricerca, durata tre anni e
costata 1,2 milioni di sterline, potrebbero essere infine utilizzati per
trattare le acque nei Paesi del Terzo Mondo o anche per fornire un sistema
economico di trattamento delle acque per le industrie del petrolio, del gas e
dell’acqua.
La ricerca è condotta presso il Dipartimento
di Chimica e la Scuola di Scienze Biologiche dell’Università ed ha recepito
fondi dal Dipartimento del Commercio e dell’Industria e da tre partner
industriali: Yorkshire Water, Scotoil Services, una compagnia petrolifera del
Mare del Nord, e OpTIC Technium, una compagnia che si occupa di tecnologia
industriale con sede nel Galles del Nord.
LA BARCA
SOLARE
Andare per
mare in assoluto silenzio. Da oggi è possibile farlo lungo le rive dell’isola
di Capraia, in pieno Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, grazie a una
barca ad alimentazione solare. Un piccolo pannello poco ingombrante cattura
l’energia solare e la immagazzina in una batteria che alimenta un motore
elettrico fuoribordo. Esso spinge l’imbarcazione in legno e lunga 5 metri, ad
una velocità di 3.5 nodi.. con una autonomia di 6 ore in presenza di sole, se
il cielo è nuvoloso bisogna accontentarsi di un giretto di 3 ore!
UN PIENO
DI OLIO DI SEMI E VIAGGI.
Presentata
a Grottammare l'automobile che va ad olio di semi: con 50 centesimi si ha la
resa equivalente ad un litro di gasolio. Una rivoluzione alle porte o un sogno
utopistico? Ce lo spiegherà il sambenedettese Carlo Bertocchi durante la 3°
Conferenza Nazionale sulle Nuove Energie, domenica prossima.
GROTTAMMARE – Il caro benzina vi vuota il portafogli? Non ne potete più di
polveri sottili e benzene? Forse il futuro è, allora, un’auto che va
ad…olio di semi. Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa tenuta
presso il Residence “Le Terrazze” di Grottammare, è stato fornito
l’esempio materiale della possibilità di muoversi a bordo di un’automobile
che utilizza carburante di origine vegetale.
Il signor Carlo Bertocchi di San Benedetto del Tronto ha infatti raggiunto il
luogo della conferenza stampa con una Volvo Station Wagon alimentata da olio di
semi: “Il sistema consente di diluire l’olio di semi in modo che possa
essere utilizzato dal motore perfettamente. Il rendimento di un litro di olio di
semi è di 9.500 kcal, mentre un litro di gasolio rende 10.500 kcal, ma
attraverso la diluizione dell’olio si può dire che il loro valore energetico
diviene simile”.
L’impianto funziona innalzando la temperatura dell’olio a 85° C riducendone
quindi la viscosità, e quindi utilizzare un reattore munito di catalizzatore ad
ossidi metallici che riduce ancora la viscosità. A questo punto l’olio viene
immesso nel motore.
I costi attuali sono sicuramente inferiori a quelli della benzina: un litro di
olio di semi viene a costare tra i 50 e i 60 centesimi. Come spiega Bertocchi,
“attraverso l’uso combinato di fonti vegetali come l’olio di semi, il
biofuel e il biogas, l’energia solare e l’idroelettrica, si riuscirebbe a
ridurre della metà la dipendenza italiana dagli idrocarburi, la principale
fonte, oltre che dell’inquinamento, anche delle guerre.”
Ha ragione
Bertocchi? Per saperlo meglio, converrà ascoltare la sua relazione, domenica
prossima alle 15:30, nell’ambito della 3° Conferenza Nazionale sulle Nuove
Energie che si terrà presso il Residence Le Terrazze sabato e domenica.
Qualcuno s può lamentare dell’odore di olio che viene rilasciato dal veicolo,
qualcun altro può sottolineare il fatto che per produrre ingenti quantità di
olio di semi occorre convertire migliaia di ettari di coltivazioni: eppure già
Rudolf Diesel, inventore dell’omonimo motore alla fine dell’800, dichiarava
che era follia utilizzare carbone e petrolio per i motori, in quanto la
principale fonte energetica era a disposizione nel mondo vegetale…