Tratto
da: LA MEDICINA SOTTOSOPRA, e se Hamer avesse ragione?
Ed.
AMRITA
SISTEMA
GHIANDOLARE
Abbiamo
già detto del seno e delle gonadi trattando del sistema riproduttivo; per
completare il discorso esamineremo qui brevemente la parte corticale delle
surrenali, l’ipofisi e la tiroide, importanti regolatrici del nostro organismo
per mezzo degli ormoni.
PARTE
CORTICALE DELLE SURRENALI
Le
surrenali si trovano sopra ogni rene, e si differenziano in due zone sul piano
strutturale e funzionale: la parte corticale all’esterno che ricopre la parte
midollare all’interno. La prima deriva dal mesoderma e produce degli ormoni
essenziali alla vita, tra cui il cortisone e l’aldosterone, la seconda deriva
dall’ectoderma e produce l’adrenalina e la noradrenalina. Qui prenderemo in
esame la parte corticale delle surrenali.
Il
trauma emotivo che la riguarda è relativo alla paura di sbagliare direzione, di
correre nella direzione sbagliata, di essere sulla cattiva strada. Poiché la
parte corticale delle surrenali deriva dal mesoderma cerebellare, avremo una
lisi nella fase attiva del conflitto, e una ricostruzione nella fase di
riparazione.

LA
PECORELLA SMARRITA
Una pecora tutta sola sarà facile preda del primo lupo che incontra; perciò le pecore vivono in gregge. La natura fa sempre le cose per bene! Il gregge si sveglia al mattino per brucare l’erba fresca intrisa di rugiada notturna, a testa bassa nel prato. Una pecora s’imbatte in una striscia di succoso trifoglio: “che mattina fortunata” pensa, e presa dalla gola bruca vorace e si riempie a più non posso; la pancia è colma, non ci sta più niente, alza la testa ma il gregge è scomparso: per seguire il trifoglio è andata “nella direzione sbagliata” ed ora è tutta sola in mezzo alle colline. La sua memoria ancestrale accende la luce rossa e grida: “allarme, allarme, attenta al lupo!” Ma il cervello trova la soluzione perfetta per salvarle la vita: necrosi della parte corticale delle surrenali che immediatamente cessano di produrre cortisone affinché la pecora si blocchi li dov’è e non vada più nella direzione sbagliata. La sola speranza di sopravvivere è quella di ritrovare il gregge, ma se continua a muoversi rischia di allontanarsi sempre di più e sarà spacciata. Passano due, tre ore ed il gregge si sposta alla ricerca di nuova erba da brucare finché la “pecorella smarrita” sente belare in lontananza: è salva! Immediatamente esce dal conflitto, ora ha ritrovato la strada giusta; il cervello inverte l’ordine, le surrenali tornano a funzionare producendo una forte dose di cortisone che le da la forza di correre a perdifiato verso le altre pecore, dove finalmente potrà riposarsi e portare a termine la riparazione in tutta sicurezza. Diversamente da quanto accade di solito, la pecora si ferma nella fase attiva del conflitto e corre nella fase di risoluzione: è ancora una prova che la natura trova sempre la soluzione migliore in termini biologici di sopravvivenza!
IPOFISI
Per
molti anni l’ipofisi è stata considerata la principale ghiandola endocrina
dato che secerne molti ormoni che controllano a loro volta altre ghiandole
endocrine; oggi sappiamo che è a sua volta stimolata dall’ipotalamo.
L’ipofisi è composta da:
un lobo anteriore che secerne gli ormoni, i
quali regolano un gran numero di attività corporali, dalla crescita alla
riproduzione;
un lobo posteriore che contiene delle
terminazioni nervose;
un lobo intermedio che si atrofizza durante lo
sviluppo del feto.
Qui
ci limiteremo a considerare la funzione di secrezione dell’ormone della
crescita.
IL
CONFLITTO DELLA GIRAFFA
All’inizio
della sua evoluzione, la giraffa non aveva nessuna caratteristica speciale. Gli
alberi crescevano rigogliosi, tanto che alla fine si indebolivano per dover
nutrire tutti i rami e le foglie che si moltiplicavano senza limiti; bisognava
trovare un “giardiniere” per potarli e rinvigorirli. Toccò alla giraffa!
Col tempo i suoi gusti si modificarono e cominciò a pensare che le foglie degli
alberi dovessero essere particolarmente gustose; ma come arrivarci? In natura
“la funzione crea l’organo”, l’ipofisi si mise a fare gli straordinari
ed il suo collo si allungò.
Il
conflitto che colpisce l’ipofisi è quello di essere troppo piccoli per
raggiungere il “boccone”; si sviluppa un adenoma in loco, che aumenta la
secrezione dell’ormone della crescita, da cui deriverà un’acromegalia
(ossia gigantismo) di naso, mento, collo, mani, piedi a seconda dell’impatto
del trauma. L’allungamento corporeo è la soluzione reale del conflitto e
l’adenoma verrà “ridotto” da funghi e micobatteri.
TIROIDE
La
ghiandola tiroide è situata immediatamente sotto la laringe ed è la sola a
tenere in riserva le sue secrezioni, gli ormoni tiroidei (che regolano
l’utilizzazione dell’ossigeno, il metabolismo cellulare, la crescita e lo
sviluppo dell’essere umano) e la calcitonina, che influenza l’omeostasi del
calcio.
Come
gli altri organi è anch’essa composta di due tessuti:
gli
“acini” comandati dal tronco cerebrale proliferano in fase conflittuale
dando origine all’ipertiroidismo e ad un eventuale gozzo. La maggior parte
delle volte questi tumori restano incapsulati, ma se sono accessibili a funghi e
micobatteri in fase di riparazione, vengono caseificati ed eliminati tramite
fistole. Se il conflitto è durato troppo a lungo, gli “acini” si
deteriorano e si passa in ipotiroidismo;
i
canali escretori fanno parte dell’ectoderma: dunque possono presentare un
cancro ulcerativo, un nodulo freddo in simpaticotonia e la formazione di cisti
riparatrici in vagotonia, il gozzo benigno.
“Bisogna
fare in fretta”, “presto, presto, non c’è abbastanza tempo per fare
tutto”, “non ce la faccio a star dietro agli avvenimenti”: questa la
tematica conflittuale relativa alla tiroide.