Una storia dal 1990.
Una realtà da sempre.
 


Home - Notiziari - Notiziario 48

Avvisi Importanti

 

Altri articoli di questo numero

Contadino: scarpe grosse cervello fino.
Ma che cos’è l’intelligenza
Di Fabrizio Diolaiuti

Perché se l’evoluzione è la normale inclinazione dell’uomo si fa tanta fatica ad evolversi?
E perché se tutto l’universo ci spinge verso l’evoluzione, noi siamo così diffidenti e resistenti al cambiamento?
Di Giuliana Menotti

CORSO DI MEMORIA
E METODO DI STUDIO
Di Mara Bonucci

Enrico Rossi
Una promessa mantenuta
Di Giovanni Amerighi

La pranoterapia nasce come atto d’amore!

L’angolo dell’Umorismo
Dieci regole per uscire con mia figlia
Tratto da: www.manuscritto.it

Un po’ di numerologia.
Anno Personale

Curiosità: la Coca Cola

Verso il 2012


Contadino: scarpe grosse cervello fino.
Ma che cos’è l’intelligenza?

Nell’emporio di zia Cesira, si parlava spesso anche di temi importanti, magari partendo da cose semplici come il proverbio: “contadino scarpe grosse cervello fino”. In questo detto popolare c’è tanta saggezza perché l’intelligenza non va confusa con la cultura. Una persona può essere colta, ma non intelligente e viceversa c’è chi è molto sveglio di mente, ma ha poca cultura. E allora che cos’è l’intelligenza?

Sull’argomento sono ci sono tantissimi libri, io vi consiglio “Intervista al Cervello” che ho scritto insieme al professore Ubaldo Bonuccelli e che, visto l’argomento e visto cosa succede in italia, ha avuto un inaspettato successo tanto che siamo arrivati alle terza ristampa. Semplificando possiamo dire che l’intelligenza è la capacità di risolvere i problemi e di prevedere pur in modo parziale il futuro. E’ chiaro che una persona più problemi riesce a risolvere, più è intelligente. Se uno trova la soluzione a difficili quesiti matematici, filosofici, medici, aereospaziali… e poi anche a quelli pratici come riparare un televisore, aggiustare un lavatrice… e poi sa ballare, cantare, recitare… programmare un computer.. è evidente che siamo davanti ad un individuo estremamente intelligente. Ma anche la capacità di prevedere il futuro è sinonimo di intelligenza. Ovviamente non nel senso della chiaroveggenza, ma in funzione di reazioni future. Se uno riesce a capire come il capo reagisce ad una situazione o cosa succede ad un motore o ad un marchingegno togliendo un determinato ingranaggio, evidentemente questa persona è intelligente perché sa prima degli altri cosa succederà e ne potrà avere dei vantaggi.
Quindi, scherzando un po’ sull’argomento potremmo dire che se l’intelligenza è la capacità di risolvere i problemi allora la stupidità è la capacità di creare problemi quando non ci sono.
Un’altra definizione accettabile dell’intelligenza è quella del famoso dizionario Webster: la capacità di apprendere, pensare e comprendere. Secondo una definizione più dettagliata l’intelligenza è l’insieme di abilità e conoscenze necessarie per il successo nella vita, in accordo con il personale significato che il termine “successo” assume, in uno specifico contesto culturale. Tale insieme si sviluppa valorizzando i propri punti di forza, correggendo i punti deboli ed adattando l’ambiente circostante attraverso un mix bilanciato di capacità analitiche, creative e pratiche.
Si è anche cercato di studiare l’intelligenza analizzando, dopo il decesso, il cervello di persone poco intelligenti e di geni per capire dove sono le differenze.
La ricerca più famosa in questo campo è quella sul cervello di Einstein. Il celebre scienziato si è reso utile alla comunità donando il suo cerevello per la ricerca. Dalle analisi fatte risulta che il cervello di Eistein era 1252 grammi, uguale al peso medio del cervello delle donne, ma aveva i lobi parietali decisamente più estesi della media. E’ interessante notare a questo proposito che la corteccia parietale è quella specializzata nelle attività matematiche e spaziali. Ma la questione fondamentale è: questa zona è più grande della media perché lui l’ha usata tantissimo nel corso della sua vita oppure era già così sviluppata fin dalla sua nascita? A questa domanda possiamo rispondere indirettamente con lo studio fatto, nel 1999 (quando ancora non erano diffusi i navigatori), sul cervello dei tassisti londinesi mediante la risonanza magnetica. La ricerca ha mostrato che questi tassisti, perfetti conoscitori di tutte le vie cittadine, avevano la parte posteriore dell’ippocampo coinvolta nella memoria spaziale molto più voluminosa della media. Questo conferma che anche nel caso del cervello l’uso sviluppa l’organo. Quindi più si usa il cervello più si diventa intelligenti.
Secondo Howard Gadner, noto psicologo della prestigiosa Università di Harvad, esistono nove tipologie differenziare d’intelligenza ognuna deputata a differenti settori. Le magnifice nove intelligenze sono: logico-matematica, linguistica, spaziale, musicale, cinestesico-motorea (quella degli sportivi), interpersonale (Capacità di relazionarsi con gli altri), intrapersonale (Capacità di comprendere la propria vita interiore), naturalistica (capacità di capire la natura) ed esistenziale (capacità di riflettere sulle questioni fondamentali dell’esistenza). E’ bene inoltre ricordare che c’è una stretta correlazione tra memoria ed intelligenza. Senza una memoria ben funzionante non ci può essere una buona intelligenza.
L’intelligenza si può misurare e nel libro “Intervista al Cervello” c’è un test, completo ed articolato, per valutare le proprie attitudini e capacità permettendo così la misurazione della propria intelligenza.