Come una cometa
di Fabrizio Diolaiuti
E’ passato di qua. Noi l’abbiamo incontrato, ma la sua dimensione è sempre stata più spirituale che materiale. Quindi adesso che se n’è andato è nel posto giusto.
Per molti è stato un punto di riferimento, un aiuto, un sostegno. Per altri è stata una porta per capire l’impercettibile che ci circonda e dare valore a quel nulla che poi alla fine è il tutto. Ha aiutato tante persone, non si è mai tirato indietro, si è speso per amici e soci. Certo, lavorava molto, si stancava, ma poi sapeva come ricaricarsi.
La sua energia ultimamente si era molto sporcata. La burocrazia, i sigilli, la materialità tutte cose lontane anni luce da chi assomiglia più ad un angelo che ad una persona.
Ho riascoltato la sua energia, come l’avevo percepita tanti anni fa, poche ore dopo il suo trapasso. Lui sta bene.
La nostra fortuna è stata quella di aver condiviso tante belle cose. La nostra sfortuna è che fisicamente non c’è più. Per chi viveva con lui e lo frequentava tutti i giorni deve essere una cosa terribile.
Adesso la mente mi porta alla naturalità della sua accoglienza, al nostro abbraccio, al suo dolce sorriso che diventava un po’ da furbetto quando aveva la sigaretta in bocca. Poi la voce da vecchio uomo di teatro, l’andatura col baricentro un po’ spostato indietro ed i piedi leggermente a papera, lo sguardo dolce ed intenso. La parola giusta c’era per tutti ed era proprio quella che faceva per te, anche se a volte suonava stonata, ma poi il tempo gli dava ragione.
Già il tempo. E’ poco quello che ci ha regalato o è tanto? Se lui non ci fosse stato quante cose non sarebbero vive adesso. Stefano è un dono prezioso, è passato sulla terra per lasciare una scia di luce e d’amore. Come una stella cometa ci ha illuminato e poi è tornato nella luce di quel dio che l’ha rivoluto con se.
Noi esseri umani siamo arrabbiati, non capiamo, ma col passare del tempo, un giorno, alla fine del nostro viaggio, ci renderemo sicuramente conto che Dio e Stefano avevano ragione.
Fabrizio
