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Marted́, 24 Marzo, 2009
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MIMOSA
TRATTO DAL LIBRO
PENSA CON IL CUORE
di Giuliana Menotti.

Mimosa, nacque in una famiglia molto numerosa e povera, il padre e la madre lavoravano sodo per adempiere ai bisogni familiari ma, nonostante il duro lavoro i progressi erano veramente troppo scarsi.
Scoraggiati e tristi questi genitori nutrivano pensieri di insoddisfazione, di rassegnazione e frustrazione, trasformandosi giorno dopo giorno, sempre di più in persone paurose ed insicure, il loro umore veniva trasmesso ai figli che crescevano insicuri e complessati con la convinzione di essere sfortunati ed inferiori.
Mimosa, ascoltava i discorsi dei suoi genitori e le si spegneva in viso il sorriso e la gioia di vivere tipica dei bambini, memorizzava ed imparava che la vita è: disperazione, insicurezza, lotta, rassegnazione.
Lavorava duramente per aiutare la famiglia ma i suoi sforzi sembravano non bastare mai, la madre nervosa e stanca era ogni giorno più tesa e il padre sconfortato e deluso si rifugiava dietro un bicchiere di vino.
Fu questo il mondo che conobbe Mimosa nei primi anni della sua vita ed è con questo bagaglio che si preparava ad affrontare il mondo ingiusto ed ostile che aveva conosciuto.
Un giorno mentre camminava triste e sconsolata, seguendo un sentiero nel bosco, trascinando un fascio di legna, diretta verso la casa dei genitori, Mimosa incontrò un'anziana donna che con estrema fatica trascinava un mucchietto di legni, ansimando la vecchia signora, chiedeva aiuto al Signore, al cielo e benedì Mimosa per trovarsi li in quel momento, la ragazza commossa le si accostò e le chiese cosa poteva fare per lei. La donna disse:" per me è finita ma, per te la vita deve ancora iniziare".
Mimosa non capiva e chiese:" lei sta male e io voglio aiutarla!".
_ Non pensare a me, non ho bisogno di aiuto perché io sto ricevendo ciò che ho chiesto più volte e quindi, cara Mimosa io sono vicina alla morte ma, prima voglio raccontarti una storia; la mia storia.
Mimosa era completamente bloccata e confusa, la vecchia la prese per mano invitandola a sedersi accanto a lei; era un bel pomeriggio d'autunno, l'aria era tiepida e leggermente umida, il sole pallido estendeva i suoi raggi che a tratti spuntavano attraverso gli alberi illuminando i loro volti, seduta l'anziana donna riprendeva vitalità e il suo tono di voce divenne più melodioso e senza affanno.
_ Vedi Mimosa, io sono nata qui tanti anni fa, la mia famiglia era povera di materia e di spirito, mi hanno insegnato che la vita era ingiusta, faticosa e severa.
Ho cercato crescendo con gli anni di dimenticare quelle parole ma, esse risuonavano nella mia mente condizionando tutte le mie scelte, ho vissuto tutta la vita sprecando occasioni e fortune.
Ormai vecchia e alla fine dei miei giorni, sono arrivata a comprendere che: siamo noi a frenare gli eventi, che soltanto noi abbiamo la facoltà di dirigere la nostra vita; il nostro pensiero è la nostra grande potenza!.
Ho compreso che, le difficoltà, le avversità, le persone e le situazioni che incontriamo durante la nostra esistenza, altro non sono che, lezioni impartiteci dalla grande scuola della vita, il mondo ci offre le possibilità per comprendere, imparare e superare gli ostacoli.
_ Vedi, noi esseri umani sprechiamo il tempo a nostra disposizione imprecando, lottando furiosamente contro le ingiustizie, per lottare usiamo, rabbie, rancori, spesso anche odio ma, consuetamente quel poco che riusciamo ad ottenere ci consuma talmente da esaurire le nostre forze fino a renderci aridi e cattivi, vittime di un destino che non può essere cambiato.
_ Ebbene! Cara Mimosa! Ricorda, qualunque sia il tuo destino, esso può essere cambiato; noi esseri umani abbiamo questa potenzialità, noi possediamo un grande dono che è: il pensiero.
_ Se saprai usare il tuo tesoro distribuendolo con amore, allora vedrai! Quante cose cambieranno nella tua vita, ti accorgerai che non c'è nulla di irraggiungibile e ti sentirai molto ricca e dominatrice. Sai, io ho esaurito la mia esistenza e ho imparato la mia lezione, purtroppo però, solo ora che me ne sto andando ma, sono felice perché una parte di me vivrà in te, tu sei giovane e hai tutto il tempo che vuoi per usare i tuoi tesori, per fare della tua esistenza un capolavoro.
In quel momento un raggio di sole fece capolino sul viso di Mimosa illuminandola, la fanciulla sorrise guardando la donna con affetto.
L'anziana signora disse :" Il tuo cuore in questo preciso momento è aperto, se ti ascolti lo puoi sentire, ascoltati bene, l'amore che percepisci in questo istante è colui che ti unisce a tutte le forze universali, è solo con l'amore che animerà i tuoi pensieri che potrai sentirti regina e regnare felice nella tua vita.
Mimosa si ascoltò cercando di sentire ciò che la donna aveva espresso, percepì una grande liberazione dentro di se e una grande gioia sembrava fuoriuscire dal suo cuore, quasi incredula di ciò che ora sentiva, ricordò per un attimo tutta la tristezza che aveva sempre provato prima di questo momento ma, non vi riuscì, la tristezza era sparita come per magia, guardò la donna con gratitudine per quello che aveva operato in lei e disse:" Signora, le sue parole mi sono entrate nel cuore e nella mente, mi sento serena come mai sono stata, è quasi come se………..".
La donna :" Lo so mia cara, quello che senti è felicità, libertà, gioia, vedi questo è esattamente quello che ho provato quando sono arrivata alla consapevolezza di ciò che ero e di ciò che avrei potuto essere, grazie Mimosa per aver compreso! Ora io devo andare".
Nel dire quelle parole l'anziana donna infilò una mano nella tasca dell'ampio grembiule ed estrasse un quaderno che mise nelle mani di Mimosa, poi con voce dolce e amorevole le disse:" Chiudi gli occhi, strigi a te questo quaderno e fanne tesoro, fai in modo che ciò che contiene non vada sprecato ed elargiscilo con amore".
La ragazza chiuse gli occhi e si sentì felice e leggera danzare in un vortice di colori, avvertiva appena il battito del suo cuore mentre tutto il resto del suo corpo era un'insieme di suoni e melodie; nello stato celestiale in cui si trovava, non esisteva la più minima delle ansie o paure, sentì viva dentro e fuori di se l'imperiosa forza dell'universo e la potenza della vita scorrere in lei e in tutto ciò che la circondava, ora sapeva!.
Riaprì gli occhi scintillanti di gioia e cercò accanto a se l'anziana signora ma, trovò solo un mucchietto di legna secca, la donna era svanita nel nulla, si guardò le mani che ancora stringevano un quaderno, l'unico segno rimasto a confermare ciò che era accaduto.
Mimosa ancora estasiata ed incredula aprì il quaderno tuffandosi nella lettura, poi l'aria fresca e il calar del sole le fecero capire che era meglio rincasare, più tardi avrebbe ripreso a leggere.
Riprese il fasci di legna e si incamminò verso casa con passo deciso e leggero, tipico di chi esprime sicurezza e determinazione, era allegra quando: posato il carico entrò nella casa dei suoi genitori; sul fuoco bolliva la solita minestra di sempre, nell'aria la consueta atmosfera depressa e triste.
Fu allora che sentì forte dentro di se la voglia di cambiare ciò che vedeva, le tornarono alla mente le parole della vecchia:" Noi possiamo cambiare, noi abbiamo le potenzialità per rendere la nostra vita come la vogliamo".
Mimosa, guardò la madre mescolare la minestra, il padre bersi un bicchiere di vino, i fratellini litigare, strinse forte tra le mani il quaderno, tirò un profondo respiro e cercò di esprimere con i pensieri tutta la felicità e la gioia che aveva nel cuore, si avvicinò alla mamma dandole un bacio, i fratellini smisero di litigare e al padre sfuggì un sorriso. Funziona! Pensò in cuor suo mentre tutti insieme si preparavano a cenare; le pietanze erano quelle di tutti i giorni ma la gioia che regnava intorno a quella tavola le faceva sembrare leccornie da grandi feste.
La giornata era ormai conclusa e Mimosa si ritirò in camera per dormire ma, il quaderno rappresentava un'irresistibile attrazione da cui non seppe resistere, leggendolo sentiva viva la presenza di chi l'aveva scritto, lesse fino ad addormentarsi sfinita col quaderno in mano sprofondando nel sonno.
Quella notte Mimosa sognò di essere in un enorme giardino colmo di piante di ogni tipo, si accostò ad un ciliegio dai frutti maturi che colse assaporandoli con gusto poi, volse lo sguardo verso un albero a lei sconosciuto ma abbastanza bello per attrarre la sua attenzione, si chiese che pianta poteva mai essere quella! Si avvicinò e vide che era tempestata di frutti maturi ed invitanti, nonostante la sua esperienza contadina non riusciva a capire, a trovare un nome per quei frutti.
Si avvicinò fino a toccare i rami di quella pianta, le foglie verdissime, i frutti ricordavano vagamente la forma del cuore e i colori quelli del sole, nel toccarli provò un forte desiderio di mangiarli, nemmeno il sapore le ricordò qualcosa di simile, quell'albero era veramente unico e i frutti delle vere leccornie che gustò soddisfatta e felice mentre una musica soave si sollevò nell'aria, si voltò e vide una donna vestita di bianco che camminava con passo leggero, girandosi guardò verso di lei, il suo volto era sorridente e luminoso, ora si allontanava come se stesse seguendo un cammino ben definito, Mimosa cercò di raggiungerla ma, la donna sparì nel nulla, allora cercò nuovamente l'albero ma, anche lui non c'era più, al suo posto trovò uno scrigno color oro, tra lo stupore e la gioia lo aprì, dentro ben sistemato giaceva un quaderno, stava per prenderlo in mano quando si svegliò.
Sorrise Mimosa ricordando il sogno poi, lo sguardo cadde sul quaderno accanto a lei ricordando ciò che aveva letto la sera prima di addormentarsi, ora un nuovo giorno stava per cominciare, si vestì in fretta e nell'infilarsi le scarpe fu presa da una vena di malinconia, erano rotte e bucate e pensò:" sarà molto difficile che io le possa riparare col pensiero". Poi decise di eliminare la tristezza, calzò le scarpe e con un po’ di sforzo cercò di vederle nuove, comode e calde, il suo cuore si riempì di allegria e scese in cucina per la colazione, notò quasi subito che il suo umore era contagioso; tutti in casa quella mattina erano allegri.
Iniziando la propria giornata Mimosa pensò:" Oggi voglio aspettarmi il meglio da ogni cosa!". :" Voglio che i miei pensieri siano costantemente positivi e pieni di fiducia verso ciò che ho e ciò che potrei avere".
Fu con questi propositi che Mimosa iniziò la sua nuova giornata, anche se apparentemente nulla era cambiato, nel suo cuore sapeva di aver assunto l'atteggiamento giusto per guardare al futuro.
Passarono i giorni e le ricompense non tardarono ad arrivare; al padre fu offerto un lavoro migliore e ben pagato, improvvisamente una ricca zia si ricordò di avere dei nipoti ed inviò loro un sostanzioso assegno che permise a tutta la famiglia di comprare vestiti e scarpe nuove per tutti, dolci e persino qualche giocattolo per i bambini più piccoli.
I pensieri tristi e deprimenti piano, piano lasciarono per sempre le loro menti, lasciando spazio a sorrisi, ottimismo, fiducia e amore.
Mimosa, guardandosi le scarpe nuove comode e calde pensò:" ciò che pensavo impossibile si è verificato, il pensiero si è tradotto in scarpe, vestiti, dolci e giocattoli, questa è la vera magia della nostra vita! Noi esseri umani abbiamo questo grande e potente dono ma, i più vivono nell'inconsapevolezza di ciò che hanno".
Riflettendo si rese conto che anche i suoi genitori, benché fossero cambiati non ne avevano compreso la ragione reale, fu allora che Mimosa decise di far loro leggere il prezioso quaderno. Più tardi negli anni lo stampò, rendendolo un libro semplice e chiaro nel tentativo di dare a tutti l'opportunità di scoprire l'enorme tesoro che lei stessa aveva scoperto.