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Uno sguardo alla legge del Ministero della Giustizia

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Consentire alle professioni non regolamentate da albi di partecipare alle piattaforme dei percorsi formativi comuni da discutere su scala europea. È questo l’obiettivo principale del D.Lgs. 206/2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 122 dello scorso 26 maggio, il decreto del Ministero della Giustizia 28 aprile 2008 per l’attuazione del D. Lgs. 206/2007 di recepimento della direttiva sulle qualifiche professionali. La piattaforma comune (art. 4, comma 1, lettera n del Dlgs 206/2007) è l'insieme dei criteri e delle qualifiche professionali in grado di colmare le differenze sostanziali individuate tra i requisiti in materia di formazione esistenti nei vari Stati membri per una determinata professione.
Il decreto descrive i requisiti necessari per l’individuazione delle associazioni che potranno partecipare, insieme agli ordini, ai tavoli europei.

La pubblicazione del decreto ha suscitato piena soddisfazione del Colap (Coordinamento delle Libere Associazioni Professionali) e del suo Coordinatore Nazionale, Giuseppe Lupoi che vede nel provvedimento "la conclusione del cammino compiuto negli ultimi due anni che, per la prima volta inserisce, con tutti i dettagli operativi, all’interno di un provvedimento di legge, le associazioni professionali. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale" – continua Lupoi - consentirà alle oltre 50 associazioni del Colap che hanno presentato la loro domanda ai ministeri il 20 dicembre scorso e alle altre che si stanno apprestando a farlo di veder riconosciuto l’impegno e la qualità del lavoro svolto in tutti questi anni."

L’augurio del Coordinatore Lupoi è che i Ministeri ed il Cnel "inizino subito l’esame della documentazione delle associazioni. Questo provvedimento – conclude Lupoi – non è soltanto un passo importante per il nostro paese ma un esempio per l’Europa che dimostra la volontà di rendere davvero possibile la libera circolazione delle persone nei vari Stati europei, avviando il processo di regolamentazione delle associazioni e riconoscendo il loro ruolo ed il loro peso all’interno del sistema professionale."

Il D. Lgs. 206/2007, che da attuazione alla direttiva comunitaria 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali. Tra i requisiti fissati dal decreto compare l’obbligo degli enti interessati di essere registrarti presso l'ufficio del registro, da almeno quattro anni; di adottare uno statuto che sancisca la precisa identificazione delle attività professionali cui l'associazione si riferisce e dei titoli professionali o di studi necessari per farne parte. Infine il decreto prevede la partecipazione all'associazione soltanto di chi abbia conseguito titoli professionali nello svolgimento della rispettiva attività o abbia conseguito una scolarizzazione adeguata rispetto alle attività professionali oggetto della associazione.

Per essere inseriti all’interno dell’elenco, il legale rappresentante dell’ente deve presentare apposita domanda al Ministero della giustizia, Dipartimento per gli affari di giustizia, Direzione generale della giustizia civile, allegando alla domanda la copia autentica dell'atto costitutivo dell'ente, e della completa indicazione di coloro che ne sono soci, amministratori o promotori, nonché della documentazione comprovante il possesso dei requisiti.

Sessanta giorni prima del compimento di ogni triennio per ciascuna annotazione la Direzione generale per la giustizia civile del Ministero della giustizia verifica la permanenza delle condizioni e dei requisiti prescritti. A tal fine, il legale deve depositare trenta giorni prima la documentazione comprovante l'attualità delle condizioni e dei requisiti prescritti. Decorso inutilmente il termine di trenta giorni l'annotazione risulta sospesa. Trascorso un ulteriore termine di novanta giorni dalla comunicazione della sospensione, l'annotazione viene revocata.