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Marted́, 24 Marzo, 2009
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Ci sono storie che non si
spiegano, si capiscono solo col passare del tempo.
Storie come questa:

C’era una volta un contadino che aveva bisogno di un altro asino per la sua fattoria, fu così che si recò alla fiera degli asini.
Alla fiera, il contadino era molto conosciuto dagli asini perché correva voce che fosse molto buono con loro e che non chiedeva più di ciò che potevano dare e quindi, quando egli arrivava alla fiera, tutti gli asini cercavano di essere comprati da lui. Il buon uomo passò davanti a molti asini imploranti di andare con lui, ma la sua attenzione ricadde su un asino che stava piangendo.
Il contadino gli chiese cosa avesse e l’asino rispose che il suo padrone attuale lo trattava male, che lo faceva lavorare troppo e che il cibo non era sufficiente. Sentite queste parole il buon uomo, impietosito dalle lacrime dell’asino si recò dal suo padrone e ne patteggiò l’acquisto, trovò un accordo e disse al padrone dell’asino che sarebbe tornato a prenderlo il giorno seguente. Il padrone dell’asino si oppose e disse che gli avrebbe fatto uno sconto se lo avesse preso subito, a quel punto il contadino accettò e rincasò con l’asino al suo seguito. Durante tutto il tragitto l’asino non fece altro che parlare male del suo vecchio proprietario e di come era felice di essersene andato e che per nulla al mondo sarebbe voluto tornare indietro. Il contadino ascoltava commosso le parole dell’asino, pensando a quanta sfortuna aveva avuto quel poveretto e a quanto poco riconoscimento aveva quell’uomo per averlo trattato così male. Scuotendo il capo disse all’asino: “Non ti preoccupare, ora la tua vita cambierà e tu potrai sentirti rispettato e a casa, troverai una famiglia e altri asini che lavoreranno con te”.
L’asino a quelle parole mostrò una gioia esagerata, sembrava toccare il cielo con un dito.
Arrivarono alla fattoria e il contadino accompagnò l’asino dove si trovavano gli altri asini gli dette da mangiare e da bere e un giaciglio tutto suo, poi lo lasciò dicendogli che la mattina seguente sarebbe tornato per programmare il suo compito insieme a quello degli altri.
Rimasto solo l’asino incominciò a parlare con gli altri a fare domande ed ad ottenere risposte, ogni asino aveva la sua personale opinione sul contadino e la sua famiglia, ma erano tutti concordi nel dire che erano contenti di stare li e che la fattoria prima che loro arrivassero non andava così bene, erano orgogliosi di aver contribuito al cambiamento. Dissero anche che prima di loro c’erano degli altri asini che però non avevano voglia di lavorare e che il povero contadino era deriso da tutto il vicinato. Allora l’asino disse: “Ma dove sono andati gli asini di prima? Che fine hanno fatto? Li ha cacciati?” “No!” rispose uno degli asini più anziani: “Non li ha cacciati, se ne sono andati da soli, uno alla volta!” L’asino tacque, mangiò, bevve e si coricò per la notte.
La mattina, di buon ora, ecco arrivare il contadino e per primo si rivolse al nuovo asino dicendogli: “ qui c’è una regola, ognuno dei tuoi compagni ha un compito ben preciso, si lavora in squadre e ognuno deve lavorare per il bene comune, tu hai qualche preferenza di lavoro? Cosa sai fare meglio?”. L’asino rispose di non avere nessuna preferenza e di poter fare qualunque cosa ci fosse bisogno tanta era la sua felicità per essere lì. Il buon uomo contento della risposta pensò: “Come sono stato fortunato a trovare questo bravo asino!”. E lo lasciò a lavorare insieme agli altri. Dopo qualche ora tornò a vedere cosa stavano facendo e trovò il nuovo asino seduto che piagnucolava.
: “Cosa succede?” Chiese all’asino. : “Mi fa male uno zoccolo, non ce la faccio proprio a lavorare in queste condizioni, qui la terra è molto dura e forse ho bisogno di zoccoli nuovi!” Il contadino dispiaciuto per non essersene accorto, chiamò il maniscalco suo amico che fece il suo lavoro cambiando gli zoccoli all’asino. Poi più tardi in confidenza il maniscalco disse al contadino : “ Io ho fatto come mi hai detto, ma per me gli zoccoli non avevano nulla che non andasse! Sei proprio sicuro di aver fatto un buon affare?”. Il contadino rispose: “Certo! Quell’asino è talmente contento di stare qui che l’ultima cosa che penso al mondo è che mi imbrogli! “. Poi ringraziò l’amico e si salutarono. Tornò a vedere l’asino il quale gli disse che ora si doveva adattare ai nuovi zoccoli e che quindi aveva bisogno di un paio di giorni per prenderci confidenza, ma lo rassicurò dicendogli che comunque avrebbe recuperato il tempo perso il più presto possibile. Il contadino acconsentì pensando che comunque quell’asino era nuovo alla fattoria e che sarebbe occorso un po’ di tempo per ambientarsi. Nel frattempo gli altri asini dovevano continuare a svolgere il lavoro anche per lui. Passarono i giorni e l’asino riprese il lavoro sotto la direzione di un altro asino, ma il nuovo arrivato, incominciò a mettere in discussione tutto ciò che gli altri facevano, i carichi erano troppo pesanti, i carretti erano troppo vecchi, il padrone era un approfittatore. Era talmente convincente che gli altri asini incominciarono a credergli. In men che non si dica, tutti incominciarono a sparlare uno dell’altro e i lavori che prima venivano svolti regolarmente, ora incominciavano a restare indietro.
Il contadino incominciò a risentire del malumore che sentiva nell’aria. In realtà ora con una forza lavoro in più, le cose avrebbero dovuto andare meglio e invece, erano peggiorate. Cercò di parlare con i vari asini per cercare di capire cosa stava succedendo, ognuno di loro diceva la sua : “ E’ colpa del carretto, è troppo vecchio e funziona male!” Allora il contadino comprò un carretto nuovo! Uno degli asini dice: “Il carretto va bene, ma le ruote non vanno bene per questo tipo di terra!” Il contadino richiama il venditore del carretto, il quale insiste dicendo che non c’è nulla di meglio di quello. Il contadino insiste ancora ed ottiene un cambio. Nel frattempo gli asini si sono riposati in attesa del nuovo carretto. Poi finalmente riprendono i lavori, il contadino è disperato, i lavori sono rimasti talmente indietro che è costretto a comprare un altro asino il più presto possibile. Non si può permettere un’ altro asino, ma è necessario. Quindi, torna con un altro asino speranzoso di aver risolto. Ma le cose proseguono a rilento, fra gli asini c’è malumore, rabbia, ostilità. Il contadino ancora una volta non capisce, cosa è successo? Tutto sembra non funzionare. Al contadino viene in mente di parlare con l’asino che sembrava così felice di essere li e gli chiese: “ Cosa sta succedendo qui? Perché la fattoria sembra in subbuglio?”. L’asino risponde: “ Non lo so, io cerco di fare tutto quello che mi dicono, fanno fare tutto a me, mi sfruttano!”. Il contadino perplesso più che mai se ne va a casa. La notte rimugina sul da farsi e prende una decisione. “Domani mattina mi alzerò prima del solito e invece di andare al mercato mi nasconderò a guardare cosa succede veramente!”
La mattina zitto, zitto e ben nascosto aspetta che gli asini si mettano al lavoro, passa un’ora, passa due, passa tre. Ad un certo punto si incominciano a sentire le voci ancora assonnate degli asini, “sbrigati oggi tocca a te” brontolando uno degli asini si avvia di corsa in cima alla collina, mentre gli altri se ne stanno ancora un po’ a poltrire, è quasi mezzo giorno quando l’asino che era stato in cima alla collina fino a quel momento, torna! : “Sono tornato perché è ora di mangiare, sembra che oggi il contadino faccia più tardi del solito!” un altro asino: “Anche se dovesse tornare ora, non ci importa, tanto è l’ora del pasto!”. : “Guarda che quando torna viene a controllare il tuo lavoro!”
“ IL mio lavoro? Ma quello lo dovevi fare tu!” “IO?”
Beh, inutile proseguire la storia, il finale è ancora tutto da scrivere, il contadino non ci ha fatto ancora sapere come ha risolto né se ha risolto, vuoi un suggerimento, il finale scrivilo tu!

Anonimo.