PRANOTERAPIA

E BIOMAGNETISMO

 

 

        La pranoterapia, attraverso l’imposizione delle mani, è una delle più significative espressioni terapeutiche della tradizione antica come ci viene tramandato dai geroglifici egizi e dalle rappresentazioni assiro-babilonesi. In Giappone veniva chiamata tanasue-no-michi (il tao del poggiare le mani). In Cina tale modalità di cura è tuttora collegata al qi-gong (tecnica della padronanza dell’energia vitale). Nella Grecia antica, mediante l’imposizione delle mani,  venivano attribuite guarigioni ad Asclepio (Esculapio per i Romani), dio protettore della medicina, ed a Zeus. Nel mondo romano ne parlava lo storico Tacito.

        Prana vuol dire vita. E’ il movimento, la forza, il rigenerarsi continuo della natura attraverso l’eterno ciclo dell’attività e della passività. E’ il liquido amniotico in cui il sasso, il fiore, l’animale, l’uomo sono immersi e grazie ad esso si rinnovano, crescono e si evolvono. Gli orientali identificano il prana nel soffio divino (nel respiro di Dio). Spesso si parla della pranoterapia, cioè la cura attraverso il flusso vitale, come di un dono particolare che qualcuno chiama  dote o potere. Invece tutti possono utilizzare questa energia in quanto è attorno e dentro ognuno di noi. 

        Però è anche vero che poche persone riescono a scoprire in quale modo poterla utilizzare.