Il Gatto ed il Cervello

 

L’Importanza della domanda

Dal libro di Giovanni Amerighi

 

 

Un giorno un gatto di nome Beniamino, trova una lampada in mezzo ai rifiuti. Strofinandovisi contro, esce un genio che gli concede due desideri.

Il 1° desiderio di Beniamino è quello di ricevere un cervello come quello di un umano. A questo punto, Beniamino diventa un gatto speciale in grado di ragionare e un bel giorno nascono quattro figlioletti dalla sua amata gattina Nuvola.

I quattro gattini sono affascinati dalle potenzialità del padre e amano ascoltare i suoi racconti.

 

Era finito da pochi giorni il convegno che aveva tanto appassionato i micetti e ancora tante domande ronzavano nella loro testa. Ogni tanto Beniamino li osservava mentre fra loro continuavano a parlare cercando nuove teorie che poi avrebbero cercato di verificare domandando al padre. Ogni sera infatti, a seconda della stranezza della nuova teoria o semplice domanda, uno dei fratelli si candidava come portavoce per esprimerla al padre. A volte la domanda infatti poteva sembrare così stupida che facevano la conta per chi avrebbe dovuto farsi avanti e affrontare la faccia divertita di Beniamino. Lui d’altro canto si guardava bene dallo stracciare qualsiasi loro argomentazione come inutile o peggio ancora stupida. Aveva deciso infatti di utilizzare quel loro lavoro di gruppo come nuovo insegnamento da impartire.

Beniamino si ricordava fin troppo bene il suo passato da “semplice” gatto quando il conseguimento di un qualsiasi obbiettivo non portava ad un insegnamento per il futuro. Aveva ancora accanto la madre dei suoi piccoli che giornalmente gli ricordava quale era la vita vera del “semplice” gatto in quanto lei non aveva di certo potuto godere dei benefici ricevuti invece da lui.

Fu così che per l’ennesima sera si presentarono i suoi piccoli. Discolo si fece avanti e per Beniamino era chiaro che quando era lui a porgere la domanda, significava che questa avrebbe portato a una polemica. Discolo era l’unico che aveva il coraggio di controbattere il padre.

“Oggi più che una domanda uscita dalle nostre discussioni voglio chiederti una cosa personale!”. Il tono di Discolo era abbastanza sostenuto: “Per quale motivo ogni volta che ti domandiamo qualcosa ci rispondi sempre con un'altra domanda?! Mi viene da pensare che non conosci la risposta ma  comportandoti così pensi di riuscire a sostenere la posizione di quello che sa tutto! Se le cose non le sai basta dircelo e noi eviteremmo di venire a perdere del tempo a chiederti cose di cui tu non sai niente!”.

I fratelli di Discolo ascoltarono la domanda e improvvisamente si appiattirono in terra. Benché condividessero il senso del discorso, di certo il modo in cui Discolo lo aveva espresso era stato se non fuori luogo, di certo totalmente irrispettoso.

Alzarono gli occhi in cerca del viso del padre aspettandosi uno sguardo truce ma rimasero sorpresi. Beniamino in piedi accanto a loro non si era minimamente scomposto e adesso guardava Discolo sinceramente divertito.

“Ok, fammi una domanda” disse Beniamino.

“E’ inutile, tanto mi risponderesti ancora con un'altra domanda!”.

“Ti ho appena chiesto di farmi una domanda, saresti così cortese da porgermela per favore?”  Beniamino teneva volutamente un tono che sapeva avrebbe irretito di certo Discolo.

“Ok, voglio sapere cos’è che fa piegare lo spazio e per quale motivo quindi il tempo si allunga!”

“Semplice”, rispose di botto il padre: “ il piegamento dello spazio è dovuto dalla forza gravitazionale della massa che allarga le maglie spaziali determinando di fatto anche la dilatazione del tempo!”.

“E come è possibile!?” esclamò Discolo a bocca aperta.

“Semplicemente perché spazio e tempo sono un'unica dimensione!”.

“E quindi?”

“E quindi io ho risposto alla tua domanda!” esclamò Beniamino.

“Ma è una risposta che non mi dice assolutamente niente!” Discolo si stava arrabbiando.

“Come no?! Ti dice la risposta alla tua domanda ma sai qual è il problema? Il problema sta nel fatto che una risposta di per sé non serve assolutamente a niente perché elimina tutto il percorso fatto di pensieri che ti avrebbe potuto far capire ciò che ti ho detto! Se io ti rispondo con una domanda è perché a me interessa che tu arrivi passo passo alla risposta per poi poterla comprendere appieno. La nostra vita è fatta di punti di partenza e punti di arrivo che non sono altro che futili motivi per permetterci di percorrere il nostro percorso. Ed è questo che io voglio che facciate!. Ogni mia domanda è un nuovo punto di partenza per continuare a camminare da soli. Se io mi limitassi a dare la semplice risposta vi ritrovereste a sapere tante definizioni senza conoscerne il vero significato e tutti i passaggi utili che ne convalidano il senso. Quindi cari miei, armatevi di buona pazienza e tanta curiosità, perché voi siete solo all’inizio del vostro percorso!”

 

Al prossimo numero…