L’Emporio
di
Zia Cesira
A cura di Fabrizio Diolaiuti
La Casta. E mo’ che famo?
Dallo scaffale d’emporio di zia Cesira, voglio tirare giù un libro. La Casta di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Edito dalla Rizzoli. Un gran bel libro il cui sottotitolo è molto esplicativo: “così i politici italiani sono diventati intoccabili”.
A
leggerlo ci si arrabbia da matti. Aerei di Stato che volano 37 ore al giorno,
pronti al decollo per portare sua Eccellenza anche ad una festa a Parigi.
Finanziamenti pubblici quadruplicati rispetto a quando furono aboliti dal
referendum. “Rimborsi” elettorali 180 volte più alti delle spese sostenute.
Spese di rappresentanza dei governatori delle regioni fino a dodici volte più
alte di quelle del presidente della repubblica tedesco. Candidati “trombati”,
non eletti, consolati con 5 buste paga. Presidenti di circoscrizione con auto
blu. La gestione del Quirinale, il palazzo del presidente della Repubblica
Italiana, che costa il quadruplo di Buckingham Palace.
Potremmo andare avanti con altri esempi tratti da questo scioccante libro. Incredibili le indennità dei parlamentari o le comunità montane in paesi a livello del mare.
Il successo de “La Casta” è stato grande. Un mio amico che andava in aereo da Pisa a Catania, ha notato che ben dieci persone, oltre a lui, leggevano “La Casta”. Lo abbiamo letto in tanti e quasi tutti gli italiani, grazie agli speciali televisivi, sanno dell’esistenza di questo sconvolgente libro. Ma una volta letto e richiuso, dopo un piccolo o grande sfogo, nessuno ha fatto nulla. Ma sapete perché? Perché in un modo o nell’altro siamo tutti collusi.
Chi lavora per quel politico, chi ha bisogno di un permesso per costruire, chi vuole entrare in comune, chi deve vendere uno spettacolo, chi vuole sistemare la figlia, chi dice stiamo zitti, non si sa mai, c’è sempre bisogno di un politico… insomma la politica è ovunque dal fruttivendolo alla grande finanza. E allora leggiamo la Casta, ci scandalizziamo e poi concretamente non facciamo niente. Anzi, vi dirò di più. Denunciare il marcio pubblicamente con nessuno che risponde con delle concrete proteste, equivale a legittimare l’inciucio, lo spreco. Insomma il libro La Casta ha come vaccinato la classe politica che imperterrita continua a fare come prima o addirittura peggio.
Dovremmo tutti insieme scrivere il seguito di questo libro: La Casta, e mo’ che famo? Facciamo qualcosa altrimenti i nostri politici hanno ragione a comportarsi in questo modo.